mercoledì 3 febbraio 2010

In arrivo il seguito de "Il 18° Vampiro"! Mini-intervista a Claudio Vergnani



Alla Gargoyle Books non hanno fatto in tempo a mettere on line la notizia della prossima pubblicazione de "Il 36° Giusto", di Claudio Vergnani, che già, grazie al tam-tam internettiano, si era diffusa a macchia d'olio tra gli aficionados dell'horror nostrano. Abbiamo quindi prontamente raggiunto Claudio per carpirgli (senza stare a descrivere le torture a cui l'abbiamo sottoposto...) qualche informazione in più...

CdO: Quale grande sorpresa è stata, per noi di Ca' delle Ombre, appurare, sul sito della Gargoyle, che il successore de "Il 18° Vampiro" ("Il 36 Giusto") è pronto e sta per essere dato alle stampe! Dopo solo un anno dalla pubblicazione del predecessore! Questo non può che voler dire una cosa: il 18° è andato alla grande! O sbaglio?


CV: Sì, è andato bene, niente da dire, e i ritorni positivi sono stati davvero tanti e calorosi, tra l'altro da parte di lettori diversissimi per età, gusti ed esperienze. Era il risultato che speravo di ottenere: interessare e divertire non soltanto il lettore di nicchia, ma anche quello più "onnivoro" e smaliziato. Sono stato fortunato.


CdO: Abbiamo già avuto modo di sbirciare la copertina del nuovo romanzo, molto apocalittica... Questo vuol dire che "Il 36° Giusto" si riallaccia direttamente al finale de "Il 18° Vampiro" ? Dai Claudio, lo so che forse tutto è coperto dal più assoluto segreto editoriale, ma fallo per i tuoi appassionati fan... Dacci qualche chicca in anteprima assoluta...


CV: Sì, il "36° Giusto" inizia dove era terminato Il "18° vampiro". Torneranno dunque i personaggi che i lettori hanno conosciuto e ai quali si sono affezionati. L'idea di fondo è di proporre un sequel in grado di offrire ciò che era piaciuto del 18° vampiro senza incappare in fastidiose ripetizioni o sensazioni di deja vu. La stessa struttura del romanzo è differente, pur ovviamente rispettando e dando spazio agli elementi essenziali - un misto di horror, ironia e spunti di riflessioni su questa nostra strana e faticosa società. Insomma, ancora una volta ho provato a scrivere ciò che a me per primo piacerebbe leggere. Chiunque acquisti il libro non deve rimpiangere i soldini spesi. Un libro - qualunque libro - vive in funzione dei suoi lettori. Se lo porteranno dentro di loro - anche se per un piccolo pezzo della loro strada - allora non sarà stato scritto invano, e avrà avuto il suo senso.

In quanto alle chicche ... be', si saprà qualcosa di più di Vergy ed entreranno in scena nuovi e vecchi personaggi - non necessariamente quelli che uno si aspetta ...


Non resta, dunque, che aspettare l'uscita de "Il 36° Giusto". Mancano pochi mesi, ma l'attesa si è già fatta spasmodica! Stay Horror!!!



(Intervista a cura di) Domenico Nigro

LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO (di Jack Ketchum, Ed. Gargoyle Books)


Formato: hard cover
ISBN: 978-88-89541-37-1
Pubblicato: novembre 2009
Prezzo:€17,00


“Pensate di sapere cosa sia il dolore?”

New Jersey, 1958. Nel cuore dell’America rurale, in pieno maccartismo, periodo di Sospetto con la S maiuscola, e di caccia alle streghe comuniste. In un luogo, in un clima del genere, cresce, nel quasi totale disinteresse dei genitori (troppo presi da problemi e fallimenti di varia natura…), un gruppo di ragazzini. È estate, le scuole sono chiuse e i piccoli protagonisti di questa storia, tutti vicini di casa, passano il tempo vivendo alla giornata, inventandosi giochi tipici della loro età (quindi quasi tutti di natura sottilmente sadica e perversa). Cuore delle loro attività e centro d’incontro è la casa di Ruth Chandler, donna divorziata e disillusa, con tre figli da crescere: Donny, Willie e Woofer.
Ruth è una sorta di mito per i giovani protagonisti, la mamma ideale: permissiva e liberale, sboccata, divertente, provocante (anche dal punto di vista sessuale)…
Tutto sembra filare liscio come sempre, in quell’estate come tante altre, fino a quando, a casa Chandler, arrivano due nuove ragazze, le sorelle Meg e Susan Loughlin, nipoti alla lontana di Ruth. Le ragazze le vengono affidate in quanto Ruth risulta l’unica parente in vita, dopo lo spaventoso incidente stradale in cui entrambi i genitori di Meg e Susan hanno perso la vita, e che ha lasciato anche sui corpi delle due ragazze segni e cicatrici indelebili. Tutti i ragazzi del vicinato, compresi i figli di Ruth, guardano con sospetto e distacco le due nuove arrivate, per quanto queste si dimostrino delle coetanee deliziose, affabili, gentili e intelligenti. Soprattutto Meg, la più grande e la più bella, che conquista subito le attenzioni di David (l’Io narrante del romanzo), l’unico ragazzo che la tratta con simpatia. L’atteggiamento degli altri ragazzi è fortemente condizionato dall’avversione nutrita da Ruth nei confronti di Meg, che in lei pare vedere, in fiore, la donna che lei avrebbe voluto essere, con tutte le sue forze, e che invece non è mai stata. L’essere costrette a convivere sotto lo stesso tetto fa degradare lentamente la situazione e alimenta la terribile follia latente di Ruth, che coinvolgerà i suoi giovani amici in un gioco demoniaco di terrificanti sevizie e indicibili torture nei confronti della povera Meg, che dureranno mesi, nel più totale disinteresse della comunità e delle forze di polizia, che pure erano state messe sull’allerta dalla stessa Meg, quando ancora era in condizione di farlo… Meg, Icona di un Martirio aberrante senza precedenti in letteratura…

Ispirato a un episodio reale di cronaca nera americana, dotato di una struttura narrativa eccezionale, i primi 23 capitoli di questo incredibile romanzo di Ketchum sono solo il lunghissimo, indispensabile, tenebroso preambolo alla terrificante tempesta che sta per scatenarsi, l’equivalente degli enormi, nerissimi nuvolosi che si addensano all’orizzonte prima di uno spaventoso temporale. Tutti i profili dei personaggi vengono disegnati, a fosche tinte. Questi, già dall’inizio, non hanno alcuna similitudine con, per esempio, la Pattuglia Ciclista dei romanzi di Dan Simmons. Sono molto più vicini ai piccoli demoni de “Il Signore delle Mosche” di William Golding.
E così, quando ormai è chiaro che questo è, si, un romanzo di formazione, ma una formazione basata sulle regole dell’Inferno, quando tutte le circostanze sono state narrate, tutte le pedine schierate, quando ormai non c’è più spazio per la luce e la misericordia, ecco giungere il Tuono, secco e potente, improvviso, ad annunciare l’inizio della Tempesta. Capitolo 24, solo tre parole, agghiaccianti: “Accadde nel seminterrato.” Da questo momento in poi, e per le successive 147 pagine, imbottitevi di Maalox e preparate la vostra mente, il vostro stomaco, il vostro sistema emotivo a incassare la più incredibile, assurda, devastante dose di violenza letteraria che abbiate mai avuto modo di leggere. Preparatevi a soffrire atrocemente con Meg, ma anche a (si, questa affermazione è blasfema…) a godere di quella violenza: impercettibilmente, e cercherete di negarlo a voi stessi, ma sarà così, perché questo Demonio che risponde allo pseudonimo di Jack Ketchum (il suo vero nome è Dallas Mayr) sarà capace di farvi calare, vostro malgrado, nelle menti e nelle pulsioni dei Mostri, così come nella sofferenza inaudita di un giovane corpo orrendamente profanato e martirizzato.
Pensate di sapere cosa sia il dolore? No, voi non sapete un cazzo…
(Recensione a cura di) Domenico Nigro

lunedì 25 gennaio 2010

Gli archivi di Dracula (di Richard Rudorff, Ed. Gargoyle Books). Prossimamente in libreria!



"Per decenni, il pubblico dei lettori e dei cinefili ha rabbrividito al cospetto delle imprese del vampiro piu' famoso della storia, Dracula. Fino ad oggi, tuttavia, si e' sempre saputo molto poco del passato del Conte sanguinario, e in particolare delle circostanze che determinarono la sua trasumanazione verso la diabolica condizione di non-morto. Dalla parentela con la Contessa Elizabeth Bathory, passando per le guerre contro i turchi e fino ad arrivare alle indagini su di lui condotte dal Professor Arminius, in questo prequel del 'Dracula' di Bram Stoker, la spaventosa saga del casato di Vlad viene finalmente alla luce. I diari e gli scambi epistolari dei protagonisti di questa avventura occorsa alcuni anni prima delle gesta di Van Helsing e Jonathan Harker, porteranno il lettore a spasso per i secoli, conducendolo infine verso la verita' che nessuno ha mai osato rivelare. Ecco che cosa accadde a coloro che si imbatterono nelle vicende del Signore delle Tenebre, e a coloro che si ostinarono a tentare di svelarne il mistero."

Per saperne di più: http://www.gargoylebooks.it/site/content/gli-archivi-di-dracula

E giunse un Pazzo in Ca' delle Ombre...VALERIO BONANTE



Una nuova, sinistra presenza si aggira fra le tenebrose mura di Ca' delle Ombre: cantante brutal death in stile Cannibal Corpse, scrittore ributtante come pochi (il suo abominevole e-book di racconti, "La Sindrome da Defecazione Mostruosa", è ancora scaricabile a questo link: http://www.ebookgratis.net/files/ebook113.pdf ), studente di medicina, artista maledetto a tutto tondo, Valerio Bonante approda sul nostro blog nella veste di recensore letterario. Smesse (apparentemente)le scaglie di demone sulfureo che avevamo conosciuto anni fa sul sito The Gate/Il Cancello, sotto lo pseudonimo di VARG, si presenta al piccolo pubblico di questo blog con poche, dimesse parole: '...Valerio Bonante, barese, ama l'arte in qualsiasi sua forma. Non crede nelle classificazioni, per cui non ha generi preferiti. Se proprio volessimo trovarlo, il suo genere preferito è tutto ciò che riesca ad affascinarlo. Ha un occhio di riguardo, però, per quanto è comunemente etichettato come “estremo”, “strano” e “fuori dagli schemi”. Convinto oppositore delle Accademie, sostiene una scrittura libera da schemi...'
Benvenuto, Valerio. Speriamo di non doverci pentire di averti fatto salire a bordo :))))))...

martedì 19 gennaio 2010

THE VAMPIRE HAPPENING a Fnac Napoli !!! (mercoledì 20 gennaio 2010, dalle17.30 alle 19.30)



In occasione dell'uscita del volume di Simonetta Santamaria "VAMPIRI – DA DRACULA A TWILIGHT”, edito da Gremese, L’associazione Mondo Cult presenta “The Vampire Happening”, kermesse del brivido in compagnia di tutti coloro che adorano le Creature della Notte.

Nel corso dell’Evento:

- filmati tratti dalle più recenti serie tv realizzate in tema negli USA (TRUE BLOOD e THE VAMPIRE CHRONICLES) e news/anticipazioni su ECLIPSE, terzo capitolo cinematografico della saga di TWILIGHT, attualmente in preparazione.

- autentiche creature della notte presenti in sala, cortesemente offerte dalle Associazioni BHC COSPLAY, CAMARILLA ITALIA, VAMPIRI LIVE ARCADIA

Intervengono, con l’Autrice:

GIUSEPPE COZZOLINO, vampirologo e presidente di www.mondocult.it

FABIO MAIELLO, critico cinematografico e musicale

AMBROGIO DI RENZO, coordinatore del Progetto IL PONTE TRA I TEMPI.

Ca' delle Ombre sarà presente!!! Non perdetevi il reportage che ne seguirà...

Vi aspettiamo numerosi!!! Muniti di crocifisso e pali di frassino, ovviamente ;-)

Simonetta Santamaria,
VAMPIRI - da Dracula a Twilight
Collana: Saggi Illustrati
pagg. 192, Euro 19.50
Il volume illustra in modo approfondito e dettagliato l'evoluzione che le più amate e temute creature delle tenebre hanno avuto nel tempo, soffermandosi in particolare sul ruolo da esse svolto nel mito e nel folklore mondiale, nella letteratura e nel cinema. Dal tenebroso conte Dracula al deforme Nosferatu, dal cinico Lestat de Lioncourt di Intervista col vampiroal "morale" Edward Cullen della recente saga di Twiilight, vengono qui presentate le caratteristiche fisiche e comportamentali dei più famosi vampiri entrati nell'immaginario collettivo. Non manca, inoltre, la descrizione dei metodi più efficaci per tenere alla larga queste creature o addirittura per ucciderle, qualora si volesse intraprendere la carriera di vampire slayer.

L’autrice:
Simonetta Santamaria, giornalista e scrittrice specializzata nel genere horror, è stata definita dal quotidiano «la Repubblica» come "una delle signore della suspense made in Italy"

note:
✓Storia, leggende, folklore, letteratura, cinema: un volume che illustra ogni aspetto del vampirismo in modo piacevole e brioso
✓Numerose illustrazioni, stile conciso, grafica accattivante: un testo adatto ai lettori di ogni età

Drag Me To Hell (di Sam Raimi)



“Drag me to Hell” è un film horror diretto da Sam Raimi, uscito nelle sale cinematografiche italiane l'11 settembre 2009.
La pellicola è stata presentata al festival di Cannes del 2009 nella sezione Proiezioni di Mezzanotte e segna il ritorno di Raimi al genere che lo ha consacrato (l'horror, per l'appunto).
L'idea di “Drag me to Hell” è nata nel lontano 1989 dalle menti di Sam e del fratello Ivan Raimi durante le riprese di “Darkman”, successivamente accantonata dal regista per dedicarsi ad altro.
La pellicola narra delle vicende di Christine Brown, giovane e fragile impiegata di una banca la quale si troverà a prendere una decisione difficile quando le si parerà davanti la vecchia signora Ganush. La donna infatti implora la giovane impiegata per ottenere una nuova proroga del prestito per il mutuo della casa ma Christine, che auspica una promozione, si vede quasi costretta a negare alla signora la proroga (spinta quasi dalle parole del suo capo che la invoglia ad essere più dura nelle sue decisioni). Da qui per Christine non ci sarà più tregua. Infatti, la Ganush, dedita alle Arti Oscure, la aspetta nel parcheggio della banca (dando vita a un'esilarante scena di pseudo inseguimento) e dapprima la aggredisce, sradicandola letteralmente dal sedile della macchina, e poi le scaglia contro una maledizione. La giovane non riesca a comprendere il senso dell'accaduto e in effetti si sente molto confusa. Al ritorno a casa si imbatterà nel negozio di un veggente al quale chiederà spiegazioni. Egli le dirà che qualcuno le ha lanciato una maledizione (invocando uno dei demoni più feroci,
ovvero Lamia) e che avrà all'incirca tre giorni per tentare di liberarsi dall'orribile fardello, altrimenti Christine andrà dritta all'Inferno.Da qui comincia la lotta per la vita della giovane, dando il via a un vertiginoso sali e scendi della pellicola, paragonabile quasi ai tanto amati roller coaster americani.
Il ritorno all'horror poteva essere un grande buco nell'acqua per Sam Raimi, dopo i profitti piuttosto elevati ottenuti dai vari “Spiderman” e quindi dopo il cambio di rotta (avvenuto in particolar modo dopo l'Armata delle Tenebre). Invece non è stato così. “Drag me to Hell”, infatti, è a mio avviso il film horror maggiormente riuscito per quanto riguarda il 2009 per diversi e molteplici aspetti.Innanzitutto per la trama, che riesce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona in un saliscendi di ansia, terrore, comicità e scene al limite del grottesco (infatti non mancano copiosi spruzzi di sangue e liquami gastrici di diverso tipo) . In altre pellicole questo corollario di forma diversa avrebbe potuto annoiare o infastidire e invece Raimi (che ha puntato ad uno scopo ben preciso) ritorna al sui vecchio stile in modo impeccabile (con tanto di strizzatine d’occhio alle suo opere più famose tra le quali “La Casa 2” e la già citata “Armata delle tenebre”). In effetti, la cara Alison Lohman che interpreta Christine Brown, ben riesce ad incorporarsi al suo personaggio. Da fragile e quasi scialba persona che lotta per avere una promozione(di animo buono, ma che pur di passare ad un livello superiore, si vede costretta a far tacere la propria coscienza) alla trasformazione in donna che lotta per avere salva la vita e che non avrà più paura alcuna. Si pensi infatti ad una delle scene finali ambientata al cimitero, quando la Brown affronta da sola la salma della imperterrita signora Ganush ( che adora perseguitare la giovane anche da morta…) rischiando di perdere quasi la vita. Impeccabile oltretutto Lorna Raver che interpreta con maestria la vecchia gitana Sylvia Ganush (tra inseguimenti, maledizioni, e persecuzioni post-mortem) e Justin Long,che interpreta il fidanzato della Lohman e che è già una vecchia conoscenza dell'horror (vi ricordate il ragazzino protagonista di “Jeepers Creepers”?) Azzeccatissimi quindi anche gli effetti speciali e il montaggio veloce del sapiente Bob Murawski. In definitiva “Drag me to Hell” non è per niente un horror scontato e tende a virare verso lidi diversi rispetto agli horror europei di ultima generazione (più introspettivi e che non lasciano quasi spazio all'ironia). Di certo la pellicola non dispiacerà agli amanti dell'horror vecchio stampo e agli estimatori del caro Raimi che possono esultare al ritorno del maestro sui suoi 'vecchi passi'.
(Recensione a cura di) Kira Yagami/Susanna Angelino


Titolo originale: Drag Me to Hell
Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 99 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: horror
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Ivan Raimi, Sam Raimi
Produttore: Robert Tapert, Sam Raimi, Grant Curtis
Produttore esecutivo: Joe Drake, Nathan Kahane, Joseph Drake
Casa di produzione: Ghost House Pictures, Buckaroo Entertainment
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Interpreti e personaggi

* Alison Lohman: Christine
* Justin Long: Clay
* Lorna Raver: Mrs. Ganush
* David Paymer: Mr. Jack
* Dileep Rao: Rahm Jas
* Reggie Lee: Stu Rubin

Fotografia: Peter Deming
Montaggio: Bob Murawski
Musiche: Christopher Young
Premi:
* 2 Scream Awards 2009: Best Horror Movie e Best Scream-Play




martedì 12 gennaio 2010

L'OSPITE MALIGNO - LA STANZA AL DRAGON VOLANT (di Joseph Sheridan Le Fanu, Ed. Gargoyle Books)



L’ospite maligno; La stanza al Dragon Volant di Joseph Sheridan Le Fanu (The evil guest, 1851; The room in the Dragon Volant, 1872)
Traduzione Sandro Melani
Gargoyle, collana Gargoyle Books 26
pagg. 303
euro 16,00
ISBN 978-88-89541-38-8

“Marston camminava da solo a grandi passi nei recessi più selvaggi, bui e solitari del parco, perseguitato dai suoi empi pensieri e, forse, da quegli altri influssi maligni e ultraterreni che vagano, come sappiamo, nelle lande deserte. In quei luoghi appartati fu colto dall’oscurità e dal gelo della notte.” Una graziosa, crepuscolare citazione dal primo racconto di questo libro, “L’ospite maligno”. Benvenuti dunque nel Cheshire, contea dell’Inghilterra settentrionale. Qui si erge una maestosa, aristocratica e tuttavia decadente dimora di campagna, nel bel mezzo di inospitali, inquieti boschi; “A questo luogo antico, malinconico e desolato, per contraddistinguerlo, daremo il nome di Gray Forest.” È la dimora, nonché il ritratto stesso, di un uomo la cui personalità è sulla via di un oscuro e ossessionato declino: il nobile Richard Marston, che vi si ritira, insieme alla moglie e i due figli, dopo aver sperperato il proprio patrimonio per estinguere i debiti di gioco e subito un declassamento in cui pare esserci tutta la ragione della sua malinconica misantropia. Il passato di Marston presenta però diversi altri motivi per aver ragione di nutrire una simile, esagitata predisposizione di spirito, e si ripresentano tutti il giorno in cui il cugino Sir Wynston Berkley si autoinvita a Gray Forest, finendo con il disgregare una quiete domestica, quotidiana, ch’era solo apparente. In questo progressivo sgretolarsi della commedia eretta reprimendo invano i propri demoni – bigamia, adulterio, omicidio - svetterà la figura di Eugénie De Barras, giovane e ambigua istitutrice francese, che potrà ammirarsi ben presto come “l’incarnazione dell’angelo caduto – sola, eretta, con il petto ansante e le guance in fiamme – bella, pensosa, colpevole.”
La stanza al Dragon Volant: “Ci vuole una lunga familiarità con la colpa, per domare completamente la natura e soffocare i segni esteriori dell’inquietudine che sopravvivono a tutto quel che c’è di buono.”
1815. Il giovane e facoltoso Richard Beckett entra in possesso di una grossa somma di titoli e obbligazioni e, profittando della disfatta di Napoleone a Waterloo, raggiunge la capitale francese entrando a far parte della “illuminata congrega di viaggiatori inglesi desiderosi di arricchirsi la mente recandosi all’estero” . Nel caso di Richard, si tratta di un spirito d’avventura che mira a collezionare soddisfazioni nella vita mondana, dove spera d’esser presto lusingato in amore così come nella fortuna nel gioco. E in effetti ha di che innamorarsi subito, ardentemente, durante un soccorso prestato a una carrozza in difficoltà e imbattendosi così nella contessa di St. Alyre. Il gentiluomo inglese si adopererà per conoscere l’identità della donna che gli infiamma le gote, e seguirà poi il consiglio del marchese d’Harmonville di alloggiare alla locanda “Dragon Volant”, trovandosi questa nelle immediate vicinanze della residenza dei conti. L’unica stanza libera alla locanda è però quella nota per essere, in un qualche modo ignoto ed inquietante, responsabile della sparizione di chiunque finisca con il soggiornarvi. Incurante, il giovane Beckett si scoprirà poi invischiato in una congiura che lo designa come vittima di crudeltà tutt’altro che timide…
La Gargoyle Books presenta The Evil Guest (1851) e The Room in the Dragon Volant (1872), e diffonde così un romanzo finora inedito in italia; cosa non da poco, trattandosi nientemeno che di Joseph Sheridan Le Fanu, maestro della Ghost-Story di cui Montague-Rhodes James volle dichiararsi “discepolo”. I due deliziosi romanzi brevi, superbamente narrati, si presentano come riepilogo e talamo di quanto fino ad allora si era giunti a fare nella narrativa gotica, e finiscono per aggiornarla spingendone in fuori con forza i tratti salienti e quegli ingredienti che possiamo dire vincenti, sebbene ci si ritrova a un tempo fra pagine che soffrono un po’ di quella tradizione della Radcliffe lamentata da Lovecraft – “l’abitudine al disincanto, che distrugge l’effetto delle visioni macabre con una spiegazione naturale” - la cui assenza in altri scritti di Le Fanu consentì al discepolo Montague Rhodes James di arguire : “Non è inopportuno lasciare talvolta aperta la scappatoia di una spiegazione naturale, ma, direi, fate in modo che sia tanto stretta da non essere praticabile.” Un libro che non deluderà in nessuna delle sue pagine l’aspettativa di un’esperienza piacevolissima, elegante, intrigante, e che vi catapulterà nel Classico della letteratura costringendovi in una deliziosa nostalgia di quell’arte di allora, così divinamente ispirata.
Joseph Sheridan Le Fanu (1814 -1873) fu romanziere, poeta e giornalista. La sua produzione letteraria è composta da nove romanzi e numerosi racconti; la sua fama è dovuta innanzitutto ai racconti del Soprannaturale divenuti poi classici, quegli stessi che indussero M.R. James ad asserire: “Le Fanu sta assolutamente in prima fila tra gli scrittori di racconti di fantasmi: nessuno riesce ad allestire il palcoscenico meglio di lui; nessuno meglio di lui sa aggiungere il dettaglio efficace.” La sua creazione più famosa è il medico tedesco Martin Hesselius, investigatore dell’incubo ante-litteram. Nel capolavoro “Carmilla”, Hasselius incontra una creatura straordinaria: una vampira, seducente, affascinante e in odore di lesbismo, cosa, per l’epoca, a dir poco scandalosa. Di Le Fanu la Gargoyle Books ha già pubblicato il bellissimo romanzo “Lo Zio Silas”.

(recensione a cura di) Bruno Maiorano