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lunedì 15 novembre 2010

Devil (di John Erick Dowdle - USA 2010)



Devil è un film diretto dai fratelli Dowdle (ricordiamo che uno di essi, John Erick Dowdle, ha diretto ‘Quarantena’ il remake pedissequo di ‘Rec’), uscito nella sale cinematografiche italiane il 12 novembre 2010.
Il plot è lineare e ha come protagonista il sovrannaturale, in questo caso il diavolo in persona (ovvero che ha le fattezze di un umano in questo caso).
La storia comincia con un’inquadratura al contrario dei grattacieli americani, simbolo della poca ‘cristianità’ che aleggia nei giorni nostri, del capitalismo e della corsa sfrenata ai soldi soffermandosi su uno di questi in particolare. L’inquadratura al contrario è data dall’ordine ‘sovvertito’ che il diavolo provocherebbe con la sua presenza. Il racconto è scandito dalla voce di un sorvegliante di questo grattacielo, Ramirez, che afferma che quando il diavolo sta per arrivare, manifesta la sua presenza con un suicidio. E assistiamo ad un suicidio, guarda caso. Una persona si butta dal grattacielo in questione, con un rosario in mano, finendo su un furgone. A prendere le redini in mano della situazione c’è il detective Bowden (Chris Messina) che ha dietro alle spalle una storia a dir poco inquietante (la famiglia era stata uccisa da un pirata della strada il quale aveva lasciato al povero detective un unico biglietto con su scritto ‘Mi dispiace’).
L’inquadratura ora passa ad un gruppetto eterogeneo di persone che rimane incastrato in un ascensore a causa di un guasto tecnico (almeno così sembra all’inizio). Questi sono: l’addetto alla sorveglianza Ben (Bokeem Woodbine), Jane (Jenny O’Hara), un’anziana donna all’apparenza molto tranquilla, Sarah (Bojana Novakovic), una giovane benestante, Tony (Logan Marshall-Green), un ex reduce di guerra e infine Vince (Geoffrey Arend), un giovane venditore di materassi. I cinque cominciano ad innervosirsi quando capiscono che ci vorrà del tempo per riparare il guasto. Così la tensione aumenta fino a quando andrà via la luce. Durante il black out, Sarah viene aggredita alle spalle e sanguina. La sua ferita sembra essere un vero e proprio morso. Tutti additano il giovane Vince, il quale aveva preso di mira Sarah fin dall’inizio sino a quando, nel secondo black out, Vince muore, attraverso un pezzo di specchio rotto conficcato direttamente nella giugulare. Da quel momento in poi tutti cominceranno a sospettare di tutti, cercando di capire chi possa essere l’assassino.
‘Devil’ è il primo film di una trilogia che prende il nome di ‘Night Chronicles’, dove vediamo M. Night Shyamalan come produttore e autore del soggetto. Dal trailer si sperava in un horror sì claustrofobico ma ricco di colpi di scena e attimi di suspence. Così non è stato purtroppo. Il film si muove su un andirivieni di scene che passano dall’ascensore, ai grattacieli tetri e il cielo plumbeo, per poi ritornare all’ascensore e alla sala macchine, dove il povero detective Bowden cerca di risolvere il caso nel modo più razionale possibile, senza capire che c’è lo zampino del diavolo in persona a dirigere il circo dei burattini rimasti chiusi in un luogo che è solo il mezzo per far espiare loro i peccati.
In un’epoca dove la claustrofobia sembra fare da motore e da colonna portante del cinema (ricordiamo il magnifico ‘Buried’, girato interamente in una bara), Shyamalan ha ben pensato di utilizzarla, mischiando una delle paure più diffuse tra gli uomini, con la paura atavica per eccellenza: l’ignoto, in questo caso caratterizzato dal diavolo che si muove tra gli umani mietendo vittime. Il film più che horror sembra assumere i toni nel noir ad un certo punto visto che, gli unici momenti che potevano essere splatter (gli omicidi nell’ascensore) si svolgono al buio, durante i vari black out nell’ascensore. Ed è qui che crolla definitivamente la suspence. Il film manca anche della caratterizzazione dei personaggi, della loro psicologia e della loro storia. Qualche cosa riusciamo a scoprirlo solo grazie al detective Bowden che indaga sul loro passato, scoprendo che tutti hanno dei precedenti penali. Il diavolo quindi stavolta, non ha scelto degli innocenti tra le sue vittime, ma ha scelto personaggi che, prima o poi, sarebbero comunque giunti all’inferno, sottolineando molto probabilmente che tutti noi, bene o male, siamo peccatori e i nostri peccati ci seguono ovunque.
Il finale non è scontato ed è forse questo a salvare un plot abbastanza barcollante e privo di grandi idee.
Speriamo che i prossimi capitoli della trilogia siano più convincenti. Da Shyamalan infatti, ci aspettiamo questo ed altro.
(Recensione a cura di) Susanna Angelino


Titolo originale: Devil.
Lingua originale: Inglese.
Paese: Stati Uniti.
Anno: 2010.
Durata: 80 minuti.
Colore: colore.
Audio: sonoro.
Genere: horror, thriller, noir.
Regia: John Erick Dowdle.
Soggetto: M. Night Shyamalan.
Sceneggiatura: Brian Nelson.
Produttore: M. Night Shyamalan, Sam Mercer, Joseph Boccia.
Casa di produzione: Media Rights Capital, Night Chronicles.
Distribuzione (Italia): Universal Pictures.
Fotografia: Tak Fujimoto.
Montaggio: Elliot Greenberg.
Interpreti e personaggi:
Chris Messina: Detective Bowden.
Bojana Novakovic: Sarah.
Bokeem Woodbine: Ben.
Logan Marshall-Green: Tony.
Jenny O'Hara: Jane.
Jacob Vargas: Ramirez.
Matt Craven: Lustig.
Geoffrey Arend: Vince.

martedì 2 novembre 2010

Buried - Sepolto (di Rodrigo Cortes - 2010)



‘Buried’ è un film diretto da Rodrigo Cortes e uscito nelle sale cinematografiche italiane il 15 ottobre 2010.
La pellicola, che ha suscitato grande interesse fin dal Sundance Festival, segue un plot semplice, lineare ma d’impatto ed efficace.
Paul Conroy (Ryan Reynolds) è un autotrasportatore americano per un’azienda privata che giunge con altri suoi colleghi in Iraq, con la speranza di aver trovato finalmente un buon lavoro per sostenere al meglio la sua famiglia. Purtroppo però a questi verrà tesa un’imboscata da parte di un gruppo di terroristi che li scambia per soldati. Così, mentre gli altri suoi colleghi verranno quasi tutti assassinati, Paul verrà sepolto a tre metri sotto terra in una cassa di legno con a disposizione uno zippo, una matita e un cellulare. Questi tre strumenti saranno la sua unica ancora di salvezza per riuscire a comunicare con l’esterno e per avere una minima illuminazione in quella che sembra essere ‘la fine dei suoi giorni’.
‘Buried’ è un film che potrebbe suscitare, a chi non avesse avuto ancora modo di vederlo, scetticismo e desiderio di preferire ad un uomo sepolto in qualche regione sperduta dell’Iraq un’altra pellicola con più protagonisti. Che errore madornale. In soli novanta minuti e con un’interpretazione magistrale da parte dell’unico attore (l’eccezionale e intenso Ryan Reynolds) il regista Rodrigo Cortes riesce a tenere alta la tensione dello spettatore in un gioco fatto da attimi di stasi, attimi di tensione accelerata all’ennesima potenza e desiderio di voler aiutare il protagonista, con un’ immedesimazione dello spettatore così intensa da provare sulla pelle le sue stesse emozioni e la sofferenza negli attimi di maggior concitazione. Il chiaro messaggio politico della pellicola è evidente (ovvero il governo preferirebbe mantenere il riserbo su queste vicende piuttosto che aiutare questi poveri ostaggi) anche se, ciò che più balza all’occhio e ciò che allarma di più è che, nonostante il protagonista sia agevolato dal possesso di un cellulare, quest’ultimo risulti essere invece un enorme deterrente e un apparecchio che non fa altro che mettere in evidenza l’enorme incomunicabilità dei giorni nostri, nonostante tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Oltretutto si evince, (amaramente anche) che nel momento del bisogno, tutti (o quasi) si tirano indietro e come al solito bisogna cercare di cavarsela da soli per non subire la peggio o meglio ancora per non morire (nel caso di Paul).
Un’ultima amara ma veritiera constatazione che traspare dalla pellicola è che la vita di un essere umano, oggi come oggi, vale poco o niente rispetto alle grandi multinazionali, ai governi e all’incolumità di certe persone che stanno ai ‘piani alti’. Indi, assieme a Ryan Reynolds, siamo sepolti anche tutti noi, esseri comuni, pronti però alla sofferenza e a fare di tutto per riuscire a travalicare situazioni ostiche o meglio ancora apparentemente prive di vie d’uscita.
In conclusione, per chi non avesse avuto ancora modo di vederlo, consiglio la visione di ‘Buried’ in quanto non si troverà di fronte il classico film stereotipato e scontato. Per chi ha voglia e desiderio di scoprire (in fondo in fondo) un dipinto della società moderna, si accomodi pure. La ‘sepoltura’ sta per cominciare.
(Recensione a cura di) Susanna Angelino



Titolo originale: Buried
Genere: Horror , Thriller
Anno: 2010
Nazione: USA/ES
Produzione: Lionsgate
Distribuzione: MovieMax
Regia: Rodrigo Cortes
Cast: Ryan Reynolds, Robert Paterson, Samantha Mathis, Stephen Tobolowsky
Uscita ITA: 15-10-2010



martedì 5 ottobre 2010

Mordimi (di Jason Friedberg e Aaron Seltzer)




‘Mordimi’ (Vampire Sucks) è un film comico diretto da Jason Friedberg e Aaron Seltzer, uscito nella sale cinematografiche italiane il 17 Settembre 2010.
La storia riprende i temi della ormai ben nota e osannata saga di ‘Twilight’ rivisti in chiave ironica e grottesca dai due registi (i quali ricordiamo sono stati dietro la macchina da presa di altre parodie: ‘Scary Movie’, ‘Hot movie’, ‘Epic movie’ e’ Disaster movie’).
Becca (Jenn Proske) si trasferisce dal padre, capo della polizia, nella cittadina di Sporks dove sembra vi siano i vampiri. Ella viene considerata dal padre ancora una bambina e infatti non le risparmierà una camera tutta rosa piena di bambole e tanto di ciucciotto in bocca. Becca è la classica ragazza sfigata che però attira a sé, come le api al miele, i ragazzi più carini. Infatti, nella nuova scuola, si farà notare ben presto da Edward Sullen (Matt Lanter), un ragazzo pallido con gli occhi tra il giallo e il marrone, che va in giro con tanto di lacca e pettinatura super emo. Tra i due sarà amore a prima vista e Becca noterà subito che in lui vi è qualcosa di strano. Infatti, nel bosco vicino alla scuola, Becca affermerà che è convinta che Edward sia uno dei ... Jonas Brothers! ( in quanto pallido, rifiuta il sesso ed è di buoni sentimenti). Edward, risentito, afferma che lui non è uno dei Jonas Brothers ma è un vampiro e darà dimostrazione della sua potenza vampirizzando uno scoiattolino che oltretutto si rsveglierà in forma vampiresca e lo morderà. Becca suscita interesse anche nel suo amico d’infanzia, Jacob White (Chris Riggi), il quale scoprirà ben presto che è non un licantropo ma... un chihuahua! Per ‘contratto’ oltretutto Jacob deve sempre stare a dorso nudo per mostrare i suoi pettorali ben scolpiti. La storia procede così, ironizzando sugli stereotipi creati dalla stessa Meyer nella sua saga.
‘Mordimi’ ha incassato sino ad ora due milioni di euro circa, sottolineando che la saga di ‘Twilight’ piace alle teenagers, e non solo, in tutte le salse in cui essa ci viene propinata.
I due registi, che in passato con i loro film hanno dato ironizzato su diversi ‘blockbusters’ ora invece si focalizzano solo sulla ridicolizzazione di ciò che viene considerato quasi ‘sacro’ da molte teenagers al mondo: la storia d’amore tra Bella Swan ed Edward Cullen (ricordandosi anche del terzo incomodo ovviamente, Jacob Black). Nella pellicola però non mancano chiari riferimenti anche ad altri personaggi amati e non del grande schermo e della musica tra i quali ricordiamo i Black Eyed Peas, Lady Gaga, Gossip Girl ed American Idol.
Edward Sullen dunque è un inguaribile romantico che va in giro con la volvo metallizzata, la lacca e tanto di bigodini da indossare di notte. Si innamora di Becca la quale invece è una teenager che ha tanto bisogno di sfogare i suoi impulsi e in effetti attenterà alla ‘verginità’ di Sullen( il quale non ha mai neanche dato un bacio) indossando un completino di pelle nera con tanto di segnali luminosi nei punti ‘critici’. Jacob White invece durante la trasformazione non riesce a diventare licantropo ma, come detto in precedenza, chihuaua mentre i Quileute si riveleranno una band di ballerini- spogliarellisti.
La trama, ricca di gag e di paradossi, è stata ben strutturata e procede priva di momenti noiosi, tenendo alta l’attenzione e il divertimento dello spettatore. I due protagonisti di questa pellicola (ovvero l’esordiente Jenn Proske e Matt Lanter già visto in 90210) sono, paradossalmente più profondi e di bell’aspetto rispetto ai protagonisti utilizzati nella saga stessa (Kristen Stewart e Robert Pattinson). ‘Mordimi’ è dunque un film che verrà apprezzato sia da coloro che hanno seguito e seguono la saga di ‘Twilight’ (visto che vengono enfatizzati in chiave ironica aspetti del carattere dei protagonisti sul quale anche noi abbiamo scherzato come ad esempio la ‘presunta’ verginità di Edward Cullen), sia da coloro che non hanno seguito la saga ma voglio trascorrere un’ora e mezza piacevole al cinema per puro divertimento.
Per concludere consiglio questa pellicola per i diversi aspetti presi in considerazione e soprattutto perché riesce a tenere alto il buon umore dall’inizio e alla fine . E di questi tempi si sa, abbiamo proprio bisogno di ridere e di sdrammatizzare un po’...
(Recensione a cura di) Susanna Angelino





Mordimi (2010)
Titolo Originale: Vampire Sucks
Distribuzione: 20th Century Fox
Produzione: Regency Enterprises, Road Rebel
Data di uscita al cinema: 17 settembre 2010
Durata: 82 minuti
Regia:
Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Sceneggiatura:
Jason Friedberg
Aaron Seltzer
Personaggi:
Matt Lanter (Edward Sullen)
Jenn Proske (Becca Crane)
Chris Riggi (Jacob White)
Ken Jeong (Daro)
Charlie Weber (Jack)
Diedrich Bader (Frank Crane)
Michelle Lang (la 'donna innocente')
Wanetah Walmsley (Snooki)
Anneliese van der Pol (Jennifer)
Bradley Dodds (Salvatore)
Emily Brobst (June)
Mike Mayhall (Nicholas)
Matthew Warzel (John)
Case di Produzione:
Road Rebel
Produzione
Jerry P. Jacobs (Co-Produttore)
Peter Safran (Produttore)
Arnon Milchan (Produttore esecutivo)
Montaggio:
Peck Prior
Fotografia:
Shawn Maurer
Scenografia:
William Elliott
Costumi:
Alix Hester
Musiche originali:
Christopher Lennertz


martedì 14 settembre 2010

Nightmare 2010 (di Samuel Bayer)




Nightmare è un reboot del più famoso film di Wes Craven, diretto da Samuel Bayer e uscito nelle sale cinematografiche italiane il 25 agosto 2010. Esso è uno dei reboot più attesi giunto nella sale cinematografiche dopo altri remake o reboot di altrettanti classici dell’horror , che hanno influenzato la coscienza degli amanti e non del genere (tra i quali annoveriamo Venerdì 13 e Halloween the Beginning).
Di certo cimentarsi con materiale così importante e che ha lanciato un’icona del genere è stato compito abbastanza arduo.
Infatti la trama, abbastanza lacunosa soprattutto nella caratterizzazione dei protagonisti, segue bene o male quella del film del 1984. Dean (Kellan Lutz), uno studente delle scuole superiori, si ritrova in un bar con la ragazza che frequenta ovvero Kris (Katie Cassidy), spiegandole che soffre di incubi ricorrenti che gli sembrano però molto, forse troppo reali. In questi incubi il ragazzo vede un essere mostruoso, dalla faccia orrendamente sfigurata, che ha al posto di una mano degli artigli di metallo e che cerca di ucciderlo nei modi più atroci possibili. Dean non dorme da qualche giorno così si addormenta per qualche minuto al bar e di fronte alle inebetite Nancy( la cameriera del bar interpretata da Rooney Mara che ben presto vedremo in un altro remake tutto americano, ovvero ‘Uomini che odiano le donne’) e alla sua fidanzata, si taglia la gola con un coltello mentre è ancora addormentato. Tutti pensano ovviamente ad un suicidio anche se Nancy ha una teoria differente sull’accaduto. Infatti anche la giovane soffre di incubi ricorrenti dove c’è questa figura inquietante che sembra perseguitarla e non darle pace. Vorrebbe parlarne con la sua amica Kris ma non ci riesce e difatti quest’ultima, sarà la prossima vittima del mostro dei sogni. Ovviamente la trama continua su questa scia di incubi e di omicidi che avvengono durante il sonno, nell’ormai celeberrima Elm Street, in un saliscendi delirante e infernale che ha ben poco da aggiungere alla trama originaria…
In effetti, questo è stato il primo lungometraggio con il quale si è cimentato il regista (ricordiamo che ha diretto il video dei Nirvana Smells like teen spirits)e, benché abbia curato in modo abbastanza approfondito il reparto visivo, per quanto riguarda il resto, non ha aggiunto grosse novità al mostro che Robert Englund ha reso celebre nel panorama dell’horror. Jackie Earle Haley (già visto nella parte di Rorschach in Watchmen) di certo ha dato grande prova della sua maestria in un personaggio che da una parte è diventato ancora più mostruoso e sadico ma dall’altra invece ha perso quella carica di ironia che il Nightmare di Englund possedeva, rendendolo così diverso dagli altri serial killer. Anche il reparto dei giovani attori (tra i quali annoveriamo Kyle Gallner già visto in Jennifer’s body e Kellan Lutz ovvero l’Emmett della saga di Twilight) risulta essere poco espressiva e poco ‘problematica’ facendoci ricordare, nel contesto dove vengono posizionati, i film o i telefilm infiocchettati per teenagers piuttosto che un film horror. La pellicola però è riuscita ad ottenere grossi risultati al botteghino (ha incassato centoundici milioni di dollari circa…) e questo non ha fatto altro che far produrre uno scontato sequel che renderà più ricco l’ormai famoso produttore Michael Bay ma che renderà sempre più povero il panorama mondiale dell’horror.
C’è poco altro da aggiungere a questo Nightmare 2010 purtroppo visto che non è stato di certo uno dei reboot più riusciti (anzi forse il meno riuscito fra tutti gli altri). Speriamo solo che nel sequel, venga aggiunto qualcosa di nuovo alla trama e ai personaggi anche se ne dubitiamo fortemente...
(Recensione a cura di) Susanna Angelino



Titolo
A Nightmare on Elm Street (2010)
Regia:
Samuel Bayer
Sceneggiatura:
Wesley Strick
Eric Heisserer
Soggetto:
Wes Craven (Personaggi)
Personaggi:
Jackie Earle Haley: Freddy Krueger
Kyle Gallner: Quentin
Thomas Dekker : Jesse
Kellan Lutz : Dean
Rooney Mara : Nancy
Katie Cassidy : Kris
Clancy Brown : Alan Smith
Connie Britton: Dott.ssa Gwen Holbrook
Case di Produzione:
New Line Cinema
Platinum Dunes
Produzione:
Michael Bay (Produttore)
Andrew Form (Produttore)
Bradley Fuller (Produttore)
Mike Drake (Produttore esecutivo)
Michael Lynne (Produttore esecutivo)
John Rickard (Co-Produttore)
Robert Shaye (Produttore esecutivo)
Montaggio:
Glen Scantlebury
Fotografia:
Jeff Cutter
Scenografia:
Patrick Lumb
Costumi:
Mari-An Ceo
Musiche originali:
Steve Jablonsky


lunedì 9 agosto 2010

Predators (di Nimrod Antal)



Predators è un film diretto da Nimród Antal e uscito nelle sale cinematografiche italiane il 14 luglio 2010. La pellicola non è un reboot né un remake ma più che altro una specie di ‘sequel’ in quanto, cronologicamente parlando, si porrebbe subito dopo i fatti accaduti nel 1987 (benché vi siano state altre quattro pellicole dedicate a questo particolare mostro alieno, se consideriamo anche i due Alien vs.Predator). Nimród Antal (Vacancy, Kontroll) si rifà niente di meno che alla sceneggiatura originale scritta da Robert Rodriguez nell’ormai lontano 1994 ma mai sviluppata se non ultimamente per l’appunto. Rodriguez in questo caso però, riveste i panni del produttore della pellicola.
La storia comincia con un’inquadratura su Royce (il premio Oscar Adrien Brody), che si ritrova catapultato (col paracadute però) su un’isola che all’apparenza sembra essere deserta. Ben presto il mercenario (ed ex militare) si accorgerà di non essere solo ma che molti altri ‘guerrieri’ hanno subito il suo stesso trattamento. Si tratta di Nikolai (Oleg Taktarov), in forza ai corpi speciali russi, Isabelle (Alice Braga) cecchina dalla mira infallibile, un membro della Yakuza ovvero Hanzo (Louis Ozawa Changchien), Cuchillo (Danny Trejo), un narcotrafficante, Stans (Walton Goggins)che stava per essere giustiziato attraverso la pena capitale, Mombasa (Mahershalalhashbaz Ali), arruolato tra i soldati della Sierra Leone e per finire Edwin (Topher Grace), medico e unico ‘civile’ del gruppo( la cui figura e funzione risulterà un vero mistero, svelato solo alla fine del film).
I soldati spaesati e ovviamente per nulla fiduciosi l’un dell’altro, cercano di capire dove si trovano e di esplorare l’isola. Isabelle afferma che molto probabilmente, vista la situazione climatica e la struttura della giungla, dovrebbero trovarsi nella foresta Amazzonica. Ben presto però i poveri sventurati si accorgono che il sole su quell’isola non tramonta mai e quindi, vicino ad un dirupo, vedranno uno spettacolo ‘dell’altro mondo’ (ovvero un panorama con diversi pianeti allineati) e finalmente comprendono di ritrovarsi su un altro pianeta. Ovviamente dovranno affrontare diversi pericoli nascosti nella selva (tra i quali un branco di cani deformi) ed è dopo questo attacco che riusciranno a capire di essere le ‘vittime’, di essere i protagonisti di una specie di ‘battuta di caccia’. Si imbatteranno anche in uno strano figuro ovvero Noland (Lawrence Fishburne), sopravvissuto ai mostri alieni grazie ad una caverna segreta ricavata da una specie di ex laboratorio. Egli racconterà la sua storia ai poveri sventurati anche se ormai, vivendo su quell’isola da troppo tempo ormai, sembra essere impazzito. Infatti, cercherà di uccidere i suoi ‘ospiti’ anche se saranno più furbi e lesti a scappare. Il finale lo riserviamo allo spettatore in quanto è ricco di colpi di scena anche se, per certi versi, ricorda il finale del 1987.
Antal riesce, con l’aiuto del savio Rodriguez, a sfornare un lavoro che sicuramente non eccelle per originalità ma che sicuramente tra le quattro pellicole dedicate ai Predators è quella molto probabilmente riuscita meglio. Il finale ha delle lacune e forse pecca in qualche punto (ovviamente tutto ciò fa presagire ad un sequel) ma la pellicola risulta alquanto godibile e di certo i colpi di scena e l’action non mancano. Altre chicche del film sono un Predator che riprende pedissequamente il Predator originale e il tema della nuova pellicola è un classico rimando al tema della pellicola dell’87. Adrien Brody, protagonista assoluto e ‘capo’ dei guerrieri, ovviamente non eccelle per fisicità, ma riesce a compensare queste lacune con la bravura e la maestria di un vero premio Oscar per l’appunto. Tra gli attori vanno annoverati sicuramente una bravissima Alice Braga ( Io sono Leggenda) che riesce a rivestire perfettamente i panni del soldato e del cecchino e il sempre mitico Danny Trejo (che ben presto rivedremo in Machete diretto proprio da Rodriguez). Il film dunque risulta essere godibile e a questo punto non ci resta che aspettare il sequel per riuscire a colmare i ‘perché’ che non sono stati svelati in questa pellicola.
Recensione a cura di) Susanna Angelino



PREDATORS
Paese: USA
Anno: 2010
Durata: 110 minuti
Colore: Colore
Audio:Sonoro
Genere: horror,fantascienza
Interpreti e personaggi:
Adrien Brody - 'Royce'
Alice Braga - 'Isabelle'
Topher Grace - 'Edwin'
Laurence Fishburne - 'Noland'
Walton Goggins - 'Stans'
Oleg Taktarov - 'Nikolai'
Louis Ozawa Changchien - 'Hanzo'
Mahershalalhashbaz Ali - 'Mombasa'
Diretto da: Nimród Antal
Sceneggiatura: Michael Finch and Alex Litvak
Soggetto: Jim and John Thomas (personaggi), trattamento di Robert Rodriguez
Produttori: Robert Rodriguez, John Davis, and Elizabeth Avellan
Produttore esecutivo: Alex Young
Direttore della fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Dan Zimmerman
Costumi: Nina Proctor
Make up ed effetti: Greg Nicotero and Howard Berger

domenica 8 agosto 2010

The Twilight Saga - Eclipse (di David Slade)



Eclipse è un film tratto dalla ormai celeberrima saga di Twilight ed è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 30/06/2010.
La pellicola è stata diretta con gande maestria da David Slade già conosciuto per l’horror “30 giorni di buio”.
In questo terzo capitolo, continuiamo a seguire imperterriti il ‘triangolo amoroso’ tra Bella,Edward e Jacob (ovvero il ‘fulcro’ della saga) anche se notiamo dei cambi di rotta abbastanza netti (grazie a Slade e al suo gusto per il macabro) conditi da una buona dose di suspence e momenti di reminescenza da parte di alcuni dei protagonisti della famiglia Cullen (Rosalie e Jasper in questo caso) e dei licantropi Quileute. Le scene iniziali del film ci fanno già capire che nella pellicola ci saranno delle ‘variazioni sul tema’, in quanto si parte col vedere la trasformazione del vampiro Riley (Xavier Samuel) in modo alquanto angoscioso ed emblematico (visto che fino a buona metà del film, per chi non avesse letto il romanzo, non si riesce a comprendere chi o ‘cosa’ lo abbia trasformato in ciò che è). Nel frattempo, continuano le indecisioni amorose di Bella anche se a Seattle (quindi a pochi chilometri da Forks) morti misteriose accadono quasi tutti i giorni. La famiglia Cullen ben presto riesce a capire che dietro a questi strani decessi vi sono i cosiddetti ‘NeoNati’ vampiri appena trasformati, assetati di sangue e vendetta e che l’artefice e la ‘mente’ di tutta questa carneficina è la ‘rossa’ vampira Victoria, la quale ormai è assolutamente assetata del sangue dei Cullen e soprattutto del sangue di Bella (rei di aver ucciso il suo unico amore ovvero James). Proprio per questo motivo, I Cullen decidono di stringere alleanza coi licantropi della tribù Quileute, in quanto, in questo modo, riusciranno a contrastare in miglior modo il pericolo che si sta avvicinando inesorabilmente a Forks…
Slade è riuscito a rendere il terzo capitolo della saga il migliore rispetto ai precedenti in quanto ha plasmato in modo alquanto personale il pacchetto amoroso e sdolcinato al quale già siamo abituati. In effetti ci ritroviamo di fronte a teste mozzate e corpi dei vampiri che si sgretolano come marmo scadente, teste che volano via, licantropi che (finalmente) riescono ad integrarsi perfettamente nel contesto ‘action’ della scena, e una chicca finale dei Volturi i quali, questa volta, non riescono ad avere pietà di fronte ad un loro simile. Solo il sangue è stato risparmiato ma per volere della stessa Meyer ( la quale ha una concezione del vampirismo abbastanza ‘originale’ e lontana anni luce dalla figura di succhiasangue privo di scrupoli al quale siamo abituati). Il trio amoroso dunque c’è sempre ( tra Bella che continua a ‘giocare’ con i sentimenti del romantico e medievale vampiro e del super macho licantropo) ma in questo caso lo spettatore riesce ad essere distratto da un contesto e da una base di lavoro completamente differenti ( come ad esempio la storia di Jasper e il drammatico racconto della trasformazione di Rosalie Cullen).
In definitiva ho apprezzato moltissimo questo capitolo della saga e tutto ciò fa ben sperare anche per il futuro visto che Slade sarà al timone del quarto e ultimo capitolo della saga vampiresca più amata e al contempo chiacchierata degli ultimi tempi.
(Recensione a cura di) Susanna Angelino





Regia:
· David Slade
Sceneggiatura:
· Melissa Rosenberg
Soggetto:
· Stephenie Meyer (Romanzo)
Personaggi:
· Kristen Stewart (Bella Swan)
· Robert Pattinson (Edward Cullen)
· Taylor Lautner (Jacob Black)
· Bryce Dallas Howard (Victoria)
· Billy Burke (Charlie Swan)
· Dakota Fanning (Jane)
· Ashley Greene (Alice Culen)
· Peter Facinelli (Carlisle Cullen)
· Nikki Reed (Rosalie Hale)
· Jackson Rathbone (Jasper Hale)
· Kellan Lutz (Emmet Cullen)
· Elizabeth Reaser (Esme Cullen)
· Xavier Samuel (Riley)
· Jodelle Ferland (Bree Tanner)
· Cameron Bright (Alec)
· Charlie Bewley (Demetri)
· Daniel Cudmore (Felix)
· Chaske Spencer (Sam Uley)
· Alex Meraz (Paul)
· Kiowa Gordon (Embry)
· Michael Welch (Mike Newton)
· Anna Kendrick (Jessica)
· Christian Serratos (Angela)
· Justin Chon (Eric)
· Catalina Sandino Moreno (Maria)
· Jack Huston (Royce King II)
· Julia Jones (Leah Clearwater)
· Kirsten Prout (Lucy)
· BooBoo Stewart (Seth Clearwater)
· Peter Murphy (Primo vampiro)
· Alex Rice (Sue Clearwater)
· Gil Birmingham (Billy Black)
· Sarah Clarke (Renée Dwyer)
Case di Produzione:
· Summit Entertainment
· Imprint Entertainment
Produzione:
· Wyck Godfrey (Produttore)
· Karen Rosenfelt (Produttore)
· Marty Bowen (Produttore esecutivo)
· Greg Mooradian (Produttore esecutivo)
· Mark Morgan (Produttore esecutivo)
· Guy Oseary (Produttore esecutivo)
· Bill Bannerman (Co-Produttore)
Montaggio:
· Art Jones
· Nancy Richardson
Fotografia:
· Javier Aguirresarobe
Scenografia:
· Paul D. Austerberry
Costumi:
· Tish Monaghan
Musiche originali:
· Alexandra Patsavas - Supervisore
· Howard Shore - Compositore

giovedì 20 maggio 2010

Shadow - L'ombra ( di Federico Zampaglione) - Trailer Italiano



Shadow (L’Ombra) è il secondo film diretto da Federico Zampaglione( ex leader dei Tiromancino) dopo il noir Nero Bifamiliare del 2007. Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 14 maggio 2010.
Questo il plot: David (Jake Muxworthy), un giovane ex militare tornato da poco a casa dagli orrori della guerra in Iraq, decide di prendersi un momento di pausa (per ritemprarsi e per scrollare la sua coscienza) e di prodigarsi nel biking in un luogo chiamato per l’appunto The Shadow, nel trevisano. Qui, tra le sconfinate oasi di verde, incontrerà Angeline (Karina Testa), una dolce fanciulla dedita anch’ella al biking con la quale comincerà ad intrecciare una relazione amorosa. La liaison verrà però interrotta da due nerboruti cacciatori-psicopatici ovvero Buck (Chris Coppola) e Fred (Ottaviano Blitch) del tutto intenzionati a dare loro la caccia e ad uccidere entrambi. Da qui assisteremo ad una folle fuga nei boschi da parte dei due protagonisti che finirà alquanto male non solo per David ed Angeline ma anche per coloro che dovevano essere i loro aguzzini in quanto si confronteranno tutti quanti, vittime e carnefici, con la cosidetta ‘ombra’ per l’appunto.
Shadow è di certo un film ‘particolare’ e di stampo internazionale (manovra assai coraggiosa in un paese come il nostro abituato a canoni fin troppo convenzionali) in quanto non è il classico horror che uno spettatore abituato a certi schemi si aspetterebbe di trovare. Esso riesce a racchiudere in un vorticoso gioco di chiari scuri e di oniricità (che strizza l’occhio sia ai torture porn quali Hostel e Frontiers sia all’horror italiano più tradizionale come quello di Lamberto Bava o del maestro Dario Argento) un significato molto più recondito che dipinge, attraverso gli occhi di David, gli orrori della guerra.
La pellicola parte in modo molto tranquillo, passando poi attraverso una caccia nei boschi senza fiato, fino a giungere al reale succo di tutta la storia, quando David e company si ritroveranno alle prese con Mortis (Nuot Arquint che si cala nelle vesti di uno spauracchio alto e bianchissimo) e dei suoi deliri da chirurgo psicotico . David riuscirà anche a ‘scoprire’ ciò che si nasconde nel bunker del folle assassino ovvero: cimeli, vestiario, foto e filmati del periodo nazista oltre che vari filmati di tutte le guerre più recenti e meno recenti. Indi un passato che ritorna e brucia,un passato che pesa più di un macigno nelle anime delle vittime e dei carnefici. Ed è questo ciò a cui punta il regista: rivangare la memoria e fare in modo che essa non venga dimenticata e sepolta dai più.
Consiglio la visione di Shadow non solo agli amanti dell’horror, ma un po’ a tutti gli appassionati di cinema, in quanto lo considero un film ‘nuovo’, non convenzionale, un film coraggioso e ricco di significato e anche una specie di ‘affronto’ e di scommessa in un paese che ha fatto degli ‘stereotipi’ il suo punto forte purtroppo.
(recensione a cura di) Susanna Angelino


Shadow (L’Ombra)

Titolo originale:
Shadow
Nazione:
Italia
Genere:
Horror
Durata:
80min. (colore)
Data di uscita:
14.05.2010
Distribuzione:
Ellemme Group distribution


Regia:
Federico Zampaglione

Sceneggiatura:
Federico Zampaglione
Domenico Zampaglione
Giacomo Gensini




Soggetto:
Federico Zampaglione
Domenico Zampaglione
Giacomo Gensini

Personaggi:
Jake Muxworthy (David)
Nuot Arquint (Mortis)
Karina Testa (Angeline)
Ottaviano Blitch (Fred)
Emilio De Marchi (Dottore)
Chris Coppola (Buck)
Matt Patresi (Tenente)
Gianpiero Cognoli (Avventore)

Case di Produzione:
Blu Cinematografica
Produzione:
Massimo Ferrero (Produttore)

Montaggio:
Eric Strand

Fotografia:
Bassano Marco

Musiche originali:
The Alvarius
Francesco Zampaglione



mercoledì 24 marzo 2010

LEGION (di Scott Stewart)




Legion è un film del 2010 diretto da Scott Stewart, appartenente al filone ‘fantasy-horror’.
La trama è riassumibile in poche parole. E’ il 23 dicembre e un essere alato piomba sulla terra recidendosi le ali. Intanto, nel deserto del Mojave, Jeep, un ragazzo di bell’aspetto e dalle grandi aspettative, è ossessionato da incubi ricorrenti mentre Charlie (la ragazza che vive con lui ma che non è la sua fidanzata) aspetta un bambino e si scambiano qualche parola sul futuro di entrambi. Charlie e Jeep lavorano entrambi al (guarda caso...) Paradise Falls, un Diner che si trova in uno dei posti più sperduti e isolati del mondo. Nel locale ritroviamo Bon Hanson, padrone dello stesso, alle prese col vecchio televisore che proprio non ne vuol sapere di funzionare, e i soliti malcapitati della situazione ovvero Howard e Sandra Anderson, la loro figlia ribelle Audrey e Kyle, padre single fermatosi nel luogo meno accogliente del mondo solo per fare una telefonata all’amato figlio.
Ben presto tutte queste persone si ritroveranno isolati da tutto e da tutti nel modo più totale, in quanto tutte le comunicazioni (radio, televisione, telefono) salteranno a causa di una strana tempesta all’orizzonte. A fare compagnia ai poveri malcapitati arriverà anche un’arzilla vecchietta che, ordinata una bistecca al sangue, si trasforma in una specie di ‘donna ragno’, prendendo a morsi il povero Howard e sbalordendo i più per la forza dimostrata. L’audace anziana verrà uccisa solo da parecchi colpi di rivoltella e i protagonisti finalmente si renderanno conto che qualcosa non sta proprio andando per il verso giusto. A dar loro man forte arriverà uno sconosciuto con degli strani segni sul corpo e che ben presto si rivelerà essere l’arcangelo Michele, approdato sulla terra solo ed esclusivamente per salvare il figlio di Charlie, unica speranza per il genere umano. Dio infatti, perdendo speranza nell’uomo, ha deciso di mandare sulla terra frotte di angeli vendicatori per riscattare l’umanità. L’epilogo lo lascio agli spettatori. Il regista, ex responsabile degli effetti visivi in Sin City e Pirati dei Caraibi, partorisce un plot abbastanza interessante ma non del tutto convincente. Infatti ci ritroviamo di fronte agli arcangeli Michele e Gabriele che combattono tra loro a metà pellicola in quanto l’uno vorrebbe salvare il mondo e l’altro invece eseguire gli ordini del ‘Padre’. Michele, dopo essere stato barbaramente ucciso dal suo compagno d’avventura (con tanto di mazza ferrata rotante) ritorna in vita però, proclamando questa frase: “ Dimmi Gabriel, sei un figlio che da al padre ciò che gli chiede o ciò che gli serve?” Un po’ troppo scontato direi. Giuseppe invece da falegname è passato a fare il meccanico mentre la Madonna questa volta è una cameriera di basso livello la quale voleva anche abortire colui che diverrà il moderno Gesù, non voluto nemmeno da suo Padre.
Come detto poc'anzi, la trama sarebbe stata abbastanza interessante se non fosse stata diretta e interpretata in modo fin troppo grossolano, lacunoso e scontato. Infatti, quella che doveva essere l’Apocalisse, si risolve in modo fin troppo affrettato e con poco, pochissimo pathos.
Trovo Legion un prodotto godibile più in home video che al cinema. Il finale lascia presagire persino ad seguito. Speriamo solo che il tutto esca nelle sale cinematografiche prima del 2012…
(Recensione a cura di) Kira Yagami/Susanna Angelino




Titolo originale: Legion
Lingua originale: Inglese
Paese: USA
Anno: 2010
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: horror, azione,fantasy
Regia:Scott Stewart
Sceneggiatura: Peter Schink,Scott Stewart
Produttore: David Lancaster, Michel Litvak
Casa di produzione: Bold Films Distribuzione (Italia): Sony Pictures Storyboard

Interpreti e personaggi
Dennis Quaid: Bob Hanson
Paul Bettany: Michael
Doug Jones: Ice Cream Man
Kate Walsh: Sandra Anderson
Kevin Durand: Gabriel
Lucas Black: Jeep Hansen
Tyrese Gibson: Kyle Williams
Willa Holland: Audrey Anderson
Adrianne Palicki: Charlie
Charles S. Dutton: Percy
Fotografia: John Lindley
Montaggio: Steven Kemper
Musiche: John Frizzell
Scenografia: Jeff Higinbotham


martedì 23 febbraio 2010

PARANORMAL ACTIVITY (di Oren Peli)


Paranormal Activiity è un film prodotto negli Stati Uniti nel 2007, dal regista di origine israeliana Oren Peli e distrubuito nelle sale cinematografiche italiane il 5 Febbraio 2010.
La storia può essere riassunta in questo modo. Katie e Micah, che da poco hanno deciso di vivere assieme in una periferia di San Diego,
ben presto si rendono conto di non essere soli in casa. Una presenza disturba costantemente i loro giorni e soprattutto le loro notti. Proprio per
questo motivo Micah decide di comprare una telecamera da piazzarla nella loro camera da letto per documentare ciò che avviene di notte.
Katie invece decide di chiamare un esperto del settore il quale, dopo aver interrogato i due ragazzi, giunge alla conclusione che ciò che infesta la loro casa,
non è un fantasma ma un demone. Ben presto scopriremo anche che il suddetto demone perseguita la povera Katie sin da quando era ragazzina e a nulla serve
il cambiare casa. Il demone è legato a lei indissolubilmente.
Ciò che succederà poi e il finale lo lasciamo scoprire allo spettatore.
Paranormal Activity fa parte di quella serie di film chiamati mockumentary (ovvero finto documentario) di cui fanno parte l'ormai famosissimo The Blair Witch Project,
Rec (e Rec 2), Cloverfield e per certi versi anche Distric 9.
Il film, che è stato prodotto con un budget limitatissimo (circa 17.000 dollari) ne ha incassati ben oltre 40.000 con immensa gioia del regista Oren Peli.
A differenza di The Blair Witch Project, del quale sapevamo già tutto o quasi prima dell'uscita (attraverso una massiccia pubblicità via web),Paranormal Actvity non è stato
incentrato sulla pubblicità mediatica ma sul cosidetto 'passaparola', sulle riprese nei cinema americani (dove vediamo persone che saltano dal sediolino del cinema vedendo il film)
e sulla leggenda (farlocca ovviamente...) che lo stesso Steven Spielberg avrebbe avuto grandissima paura dopo la visione del film.
A differenza però dei già citati film (su tutti Blair Witch Project e Rec), Paranormal Acitivity risulta essere un film alquanto noioso e poco credibile per certi aspetti
non trascurabili. Innanzittuto l'estrema ingenuità dei due personaggi i quali, nonostante l'attività paranormale nella loro casa si protragga, non fanno assolutamente
niente per combatterla realmente(se non chiamare mezza volta il già citato esperto e farsi prestare una tavoletta ouija che oltretutto prenderà anche fuoco).
Chi fra noi, vedendo il protarsi di questi strani avvenimenti, non avrebbe chiamato esorcisti, autorità locali ed esperti del settore? Micah e Katie invece non lo fanno
lasciando che le cose poi prendano la piega che alla fine tutti noi, (dal bambino allo spettatore più esperto) immaginavamo.
Ovviamente i due attori non sono assolutamente famosi e la loro interpretazione lascia alquanto perplessi. La pellicola oltretutto viene frammentata da questi continui
momenti di vita quotidiana che mal si riallacciano col discorso del 'paranormale'. Notiamo infatti che di notte avvengono 'strane cose'(porte che sbattono, orme sul pavimento
e così avanti) e il mattino seguente vediamo i due protagonisti che sorseggiano tranquillamente una tazza di caffè decidendo sul da farsi. Davvero poco, poco credibile.
Ognuno di noi, dopo questi avvenimenti, sarebbe scappato come minimo a gambe levate. Micah e Katie invece decidono di rimanere in quella casa e di pagarne anche le conseguenze.
In definitiva Paranormal Acitivity è un film con poche pretese che di certo susciterà timore nello spettatore meno esperto. In quello più esperto invece susciterà noia e per
certi versi ilarità.Purtroppo però, oggi come oggi ci si aspetta davvero poco dal meraviglioso mondo cinematografico ed ecco che, si sta già pensando ad un sequel (come è stato
già fatto per Blair Witch Project e Rec 2). Che il sequel sia migliore rispetto al suo predecessore? Ne dubitiamo ma staremo a vedere...

(Recensione a cura di) Kira Yagami/Susanna Angelino




USCITA CINEMA: 05/02/2010
REGIA: Oren Peli
SCENEGGIATURA: Oren Peli
ATTORI: Katie Featherston, Micah Sloat, Michael Bayouth, Amber Armstrong, Mark Fredrichs


MONTAGGIO: Oren Peli
PRODUZIONE: Blumhouse Productions
DISTRIBUZIONE: Filmauro
PAESE: USA 2007
GENERE: Horror, Thriller
DURATA: 86 Min
FORMATO: Colore 1.85 : 1

martedì 19 gennaio 2010

Drag Me To Hell (di Sam Raimi)



“Drag me to Hell” è un film horror diretto da Sam Raimi, uscito nelle sale cinematografiche italiane l'11 settembre 2009.
La pellicola è stata presentata al festival di Cannes del 2009 nella sezione Proiezioni di Mezzanotte e segna il ritorno di Raimi al genere che lo ha consacrato (l'horror, per l'appunto).
L'idea di “Drag me to Hell” è nata nel lontano 1989 dalle menti di Sam e del fratello Ivan Raimi durante le riprese di “Darkman”, successivamente accantonata dal regista per dedicarsi ad altro.
La pellicola narra delle vicende di Christine Brown, giovane e fragile impiegata di una banca la quale si troverà a prendere una decisione difficile quando le si parerà davanti la vecchia signora Ganush. La donna infatti implora la giovane impiegata per ottenere una nuova proroga del prestito per il mutuo della casa ma Christine, che auspica una promozione, si vede quasi costretta a negare alla signora la proroga (spinta quasi dalle parole del suo capo che la invoglia ad essere più dura nelle sue decisioni). Da qui per Christine non ci sarà più tregua. Infatti, la Ganush, dedita alle Arti Oscure, la aspetta nel parcheggio della banca (dando vita a un'esilarante scena di pseudo inseguimento) e dapprima la aggredisce, sradicandola letteralmente dal sedile della macchina, e poi le scaglia contro una maledizione. La giovane non riesca a comprendere il senso dell'accaduto e in effetti si sente molto confusa. Al ritorno a casa si imbatterà nel negozio di un veggente al quale chiederà spiegazioni. Egli le dirà che qualcuno le ha lanciato una maledizione (invocando uno dei demoni più feroci,
ovvero Lamia) e che avrà all'incirca tre giorni per tentare di liberarsi dall'orribile fardello, altrimenti Christine andrà dritta all'Inferno.Da qui comincia la lotta per la vita della giovane, dando il via a un vertiginoso sali e scendi della pellicola, paragonabile quasi ai tanto amati roller coaster americani.
Il ritorno all'horror poteva essere un grande buco nell'acqua per Sam Raimi, dopo i profitti piuttosto elevati ottenuti dai vari “Spiderman” e quindi dopo il cambio di rotta (avvenuto in particolar modo dopo l'Armata delle Tenebre). Invece non è stato così. “Drag me to Hell”, infatti, è a mio avviso il film horror maggiormente riuscito per quanto riguarda il 2009 per diversi e molteplici aspetti.Innanzitutto per la trama, che riesce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona in un saliscendi di ansia, terrore, comicità e scene al limite del grottesco (infatti non mancano copiosi spruzzi di sangue e liquami gastrici di diverso tipo) . In altre pellicole questo corollario di forma diversa avrebbe potuto annoiare o infastidire e invece Raimi (che ha puntato ad uno scopo ben preciso) ritorna al sui vecchio stile in modo impeccabile (con tanto di strizzatine d’occhio alle suo opere più famose tra le quali “La Casa 2” e la già citata “Armata delle tenebre”). In effetti, la cara Alison Lohman che interpreta Christine Brown, ben riesce ad incorporarsi al suo personaggio. Da fragile e quasi scialba persona che lotta per avere una promozione(di animo buono, ma che pur di passare ad un livello superiore, si vede costretta a far tacere la propria coscienza) alla trasformazione in donna che lotta per avere salva la vita e che non avrà più paura alcuna. Si pensi infatti ad una delle scene finali ambientata al cimitero, quando la Brown affronta da sola la salma della imperterrita signora Ganush ( che adora perseguitare la giovane anche da morta…) rischiando di perdere quasi la vita. Impeccabile oltretutto Lorna Raver che interpreta con maestria la vecchia gitana Sylvia Ganush (tra inseguimenti, maledizioni, e persecuzioni post-mortem) e Justin Long,che interpreta il fidanzato della Lohman e che è già una vecchia conoscenza dell'horror (vi ricordate il ragazzino protagonista di “Jeepers Creepers”?) Azzeccatissimi quindi anche gli effetti speciali e il montaggio veloce del sapiente Bob Murawski. In definitiva “Drag me to Hell” non è per niente un horror scontato e tende a virare verso lidi diversi rispetto agli horror europei di ultima generazione (più introspettivi e che non lasciano quasi spazio all'ironia). Di certo la pellicola non dispiacerà agli amanti dell'horror vecchio stampo e agli estimatori del caro Raimi che possono esultare al ritorno del maestro sui suoi 'vecchi passi'.
(Recensione a cura di) Kira Yagami/Susanna Angelino


Titolo originale: Drag Me to Hell
Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 99 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: horror
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Ivan Raimi, Sam Raimi
Produttore: Robert Tapert, Sam Raimi, Grant Curtis
Produttore esecutivo: Joe Drake, Nathan Kahane, Joseph Drake
Casa di produzione: Ghost House Pictures, Buckaroo Entertainment
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Interpreti e personaggi

* Alison Lohman: Christine
* Justin Long: Clay
* Lorna Raver: Mrs. Ganush
* David Paymer: Mr. Jack
* Dileep Rao: Rahm Jas
* Reggie Lee: Stu Rubin

Fotografia: Peter Deming
Montaggio: Bob Murawski
Musiche: Christopher Young
Premi:
* 2 Scream Awards 2009: Best Horror Movie e Best Scream-Play




martedì 1 dicembre 2009

DORIAN GRAY (di Oliver Parker)



Dorian Gray è una pellicola diretta da Oliver Parker e uscita nelle sale cinematografiche il 27 novembre 2009. Il film ovviamente trae ispirazione dal più famoso romanzo di Oscar Wilde, ovvero "Il Ritratto di Dorian Gray", pubblicato per la prima volta nel luglio del 1890 sulla rivista Lippincott's Monthly Magazine. Il regista, noto estimatore dell'autore, ha già portato sul grande schermo due opere di Wilde, ovvero "L'importanza di chiamarsi Ernest" e "Un marito ideale".
La storia è conosciuta ai più: Dorian Gray, giovane attraente dalle grandi aspettative, approda nella Londra del XIX secolo in quanto ereditere degli averi di un suo zio. Nella grande metropoli conoscerà moltissime persone tra le quali vanno annoverate Basil Hallward, giovane artista rimasto incantato dal fascino del giovanotto e Lord Henry Wotton, cinico e affascinante gentiluomo che subito nota in Gray un enorme potenziale.
Basil (il quale comincia a nutrire dei sentimento per Dorian) decide di ritrarre il giovane in un dipinto, che diventerà il capolavoro dell'artista. Attraverso il dipinto, ammirato e osannato da tutti, Dorian capisce il valore della bellezza e l'importanza di essere giovani e da il via in questo modo ad uno strano giuramento: darebbe qualsiasi cosa in cambio pur di restare giovane e attraente per sempre.
Detto fatto, si potrebbe dire. Il dipinto comincia ad assorbire tutte le nefandezze di Gray, spinto all'edonismo più estremo dallo stesso sir Henry, il quale invece di dissuadere il giovanotto lo invoglia e lo spinge a godere di tutti i piaceri della vita. Gray capisce di essere cambiato quando rimarrà impassibile persino di fronte all'orrenda morte dell'unica persona che abbia davvero amato, Sybil Vane(la quale deciderà di suicidarsi dopo aver scoperto il tradimento del suo amato.)
Più Dorian compie scelleratezze, più il dipinto cambia, trasformandosi dal ritratto di un affascinante giovane ingenuo, in un mostro che ben presto risulterà essere il suo alter ego malvagio.
Dopo aver compiuto un atto di assoluta brutalità nei confronti di Basil,Dorian decide di scomparire e far perdere le sue tracce. Nel frattempo scriverà diverse lettere al suo mentore che, a confronto del suo discepolo, invecchia e avrà anche una figlia.
Ritornato a Londra dopo circa quindici anni d'assenza, Dorian verrà accolto con assoluto stupore dai suoi vecchi amici e dallo stesso sir Henry che non lo vede invecchiato di una virgola. Nel corso del tempo e anche grazie all'amore nei confronti di Emily (figlia di Lord Wotton), Gray deciderà di redimersi ma ormai sarà troppo tardi.
"Il ritratto di Dorian Gray" di Wilde è sicuramente una delle opere letterarie più affascinanti e di più difficile comprensione di tutti i tempi quindi è sicuramente da apprezzare lo sforzo del regista di reinterpretare questo classico della letteratura. Da apprezzare sono sicuramente anche l'interpretazione del giovane Ben Barnes (già visto nel ruolo del principe Caspian che, benchè diverso fisicamente dal Gray originale, sa ben incarnare lo spirito del personaggio) e l'eccellente fotografia. Il film però non è esente da critiche. Innanzitutto lo sceneggiatore Toby Finlay ha affernato di essersi ispirato per questo Dorian Gray alla figura di Mick Jagger dando alla pellicola dei toni diversi rispetto a quelli del romanzo, molto più moderni e rock n'roll, perdendo l'aria cupa e raffinata della Londra Vittoriana. Oltretutto sir Henry, che nel romanzo è una specie di chiave di volta, nella pellicola assume un ruolo quasi marginale mentre la figura di Basil, oltremodo importante nell'opera di Wilde, viene quasi relegata nel dimenticatoio, facendo fugaci apparizioni. La pellicola in generale manca del pathos e dell'inquietudine romantica del romanzo, soffermandosi troppo sulla vita che Dorian deciderà di intraprendere poco dopo essere giunto a Londra, facendosi sfuggire il vero senso che l'opera di Wilde voleva donare ai posteri ovvero: da una parte l'eterna giovinezza come sinonimo di potere assoluto e dall'altra l'eternità dell'arte.Indi consiglio a coloro che hanno letto il capolavoro di Wilde di godersi la pellicola senza troppe pretese mentre coloro che non hanno letto il romanzo sicuramente troveranno il film piacevole e abbastanza scorrevole.

(Recensione a cura di) KIRA YAGAMI/Susanna Angelino




Titolo originale: Dorian Gray
Genere: Drammatico / Noir / Horror
Durata: 112 min.
Data uscita nei cinema: 27/11/2009
Distributore: Eagle Pictures
Produttore: Ealing Studios/Fragile Films
Regista: Oliver Parker
Sceneggiatori:Toby Finlay,Oscar Wilde (romanzo)

Personaggi:
Ben Barnes:Dorian Gray
Colin Firth :Lord Henry Wotton
Rebecca Hall:Emily Wotton
Emilia Fox:Lady Victoria Wotton
Rachel Hurd-Wood:Sybil Vane
Ben Chaplin:Basil Hallward
Douglas Henshall:Alan Campbell
Caroline Goodall :Lady Radly
Fiona Shaw:Agatha
Maryam d'Abo:Gladys
Jo Woodcock:Celia Radley
Michael Culkin:Lord Radley




martedì 24 novembre 2009

NEW MOON di Chris Weitz



New Moon è il sequel dell'ormai famosissima saga di Stephenie Meyer, 'Twilight'. Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 18 novembre riscuotendo già nei primi giorni di programmazione un enorme (e aspettato) successo. Catherine Hardwicke decide di lasciare il testimone a Chris Weitz, noto estimatore della saga (infatti il regista ha chiesto consigli direttamente alla Meyer su come girare alcune scene).
Nelle prime immagini della pellicola ritroviamo Bella che sta sognando di camminare in un prato assieme al suo Edward (il suo 'innamorato' vampiro, uno dei figli della famiglia Cullen) e in lontananza si riesce a distinguere la figura di una donna anziana. Bella scambia quella donna per sua nonna e si avvicina felice in quanto vorrebbe dare il via alla presentazione ufficiale di Edward. Ben presto però scoprirà che quella donna anziana non è altro che lei stessa invecchiata, mentre Edward rimarrà giovane e attraente per il resto della sua vita. Questo sogno coincide col giorno del suo diciottesimo compleanno e con l'ansia di invecchiare e di non essere all'altezza del suo vampiro-fidanzato.
Alice (sorella dell'ormai notissimo Edward) invita Bella ad una festa di compleanno organizzata con amore dalla famiglia Cullen. Durante i festeggiamenti però Bella si taglia un dito accidentalmente e viene aggredita da Jasper, il più giovane tra i Cullen e quindi il meno abile a resistere al profumo del sangue umano (ricordiamo che la famiglia di Edward, secoli prima, ha deciso di non bere sangue umano ma di nutrirsi semplicemente di sangue animale).
Edward riflette sull'accaduto increscioso e decide così di lasciare la piovosa cittadina di Forks con tutta la sua famiglia affinché Bella non corra più pericoli e viva una vita normale.
Bella però, perdutamente innamorata di Edward, dopo la sua partenza, entra in una specie di stato catatonico che dura mesi. Non riesce neanche a dormire bene, assillata da incubi tutte le notti.La ragazza quindi si estranea dal mondo e dai suoi amici di liceo.
Nel corso del tempo però troverà una valvola di sfogo nel suo amico Jacob (che ormai considera il suo migliore amico). I due, dalla 'dipartita' di Edward, trascorreranno molto tempo assieme, facendo crescere giorno dopo giorno l'affetto che l'uno prova nei confronti dell'altra. L'affetto di Jacob però si trasforma in amore, l'affetto di Bella resta invece amicizia.
Anche Jacob però nasconde un terribile segreto che la protagonista, nel corso della pellicola, riuscirà a scoprire. Infatti egli altri non è che un licantropo, indi nemico giurato dei 'freddi' (come vengono chiamati i vampiri nel film). Il film procede poi con le vicissitudini tra Bella (che intanto scopre che, mettendosi in pericolo, riesce a rivedere Edward anche se per pochi secondi), Jacob(che fa di tutto per attirare Bella a se anche per proteggerla da Victoria, la 'rossa' vampira che abbiamo già visto nella prima parte della saga) e Edward che, anche se lontano, riesce a percepire tutto quello che succede alla sua amata.
New Moon è sicuramente diverso da Twilight (il cambio alla regia si sente e come). Infatti se la prima parte della saga era più rivolta al mondo dei teenagers e a tutto ciò che lo circonda, la seconda parte invece ci fa vedere e notare il vero intento della scrittrice: quello di scrivere una moderna storia d'amore, dove il mostro altri non è che la metafora di un amore che supera la razionalità diventando quasi utopia (il cosidetto 'amore per sempre', amore che va al di la del bene e del male, della vita e della morte).
Infatti quando Edward verrà a sapere della morte di Bella (morte che non avverà proprio grazie a Jacob) si reca a Volterra (in verità il regista ha deciso di cambiare il set, trasferendolo a Montepulciano, dove la sottoscritta ha anche assitito ad alcune parti delle riprese) per farla finita attraverso i Volturi, la più antica stirpe vampirica esistente.
Gli effetti speciali sono ben eseguiti e congrui alla storia e alla pellicola, soprattutto per quanto riguarda la trasformazione da umano a licantropo. I realizzatori degli effetti speciali infatti non hanno usato alcuno schermo verde ma hanno deciso di scannerizzare il corpo degli attori e di eseguire la trasformazione in lupo nel corso stesso della scena ottenendo un effetto visivo abbastanza innovativo.
Il risultato finale è apprezzabile soprattutto per coloro che hanno amato e amano la saga mentre credo che per gli altri (i non 'estimatori') troveranno la pellicola abbastanza sdolcinata e molto poco orrorifica. In un mondo però dove l'odio dilaga , perché non godersi per poco più di due ore, la storia d'amore tra due personaggi 'diversi' ma innamorati l'una dell'altra nonostante tutto? Il finale lascia presagire ovviamente ad un ulteriore sequel ma altri non poteva essere visto che la saga di Twilight risulta ormai essere il nuovo caso letterario (e cinematografico) dopo Harry Potter. Quindi, Twilighters, dormite pure sonni tranquilli. Edward e Bella non vi lascieranno soli…
(Recensione a cura di) KIRA YAGAMI (Susanna Angelino)


Titolo originale:
The Twilight Saga: New Moon
Nazioni:
USA
Generi:
Drammatico , Fantastico , Horror , Romantico , Thriller
Durata:
130min. (colore)
Data di uscita:
18.11.2009
Distribuzione:
Eagle Pictures

CAST E PERSONAGGI
Regia:
Chris Weitz
Sceneggiatura:
Melissa Rosenberg
Soggetto:
Stephenie Meyer (Romanzo)

Produzione:
Bill Bannerman (Co-Produttore)
Wyck Godfrey (Produttore)
Mark Morgan (Produttore)
Case di Produzione:
Summit Entertainment
Montaggio:
Peter Lambert
Fotografia:
Javier Aguirresarobe
Scenografia:
David Brisbin
Costumi:
Tish Monaghan
Musiche:
Alexandre Desplat

Personaggi:
Kristen Stewart (Bella Swan)
Robert Pattinson (Edward Cullen)
Taylor Lautner (Jacob Black)
Ashley Greene (Alice Cullen)
Peter Facinelli (Dott. Carlisle Cullen)
Elizabeth Reaser (Esme Cullen)
Kellan Lutz (Emmett Cullen)
Nikki Reed (Rosalie Hale)
Jackson Rathbone (Jasper Hale)
Bronson Pelletier (Jared)
Alex Meraz (Paul)
Kiowa Gordon (Embry Call)
Chaske Spencer (Sam Uley)
Edi Gathegi (Laurent)
Rachelle Lefevre (Victoria)
Michael Sheen (Aro)
Christopher Heyerdahl (Marcus)
Charlie Bewley (Demetri)
Daniel Cudmore (Felix)
Dakota Fanning (Jane)
Graham Greene (Harry Clearwater)
Anna Kendrick (Jessica)
Michael Welch (Mike Newton)
Christian Serratos (Angela Weber)
Gil Birmingham (Billy Black)
Tinsel Korey (Emily)
Noot Seear (Heidi)
Tyson Houseman (Quil Ateara)
Cameron Bright (Alec)
Justine Wachsberger (Gianna)
Jamie Campbell Bower (Caius)
Justin Chon (Eric Yorkie)





giovedì 19 novembre 2009

HALLOWEEN 2 di Rob Zombie


Halloween 2 è l'attesissimo sequel dell'omonimo remake del 2007 scritto e diretto da Rob Zombie. Il film a quanto pare ha incassato (nel primo weekend di programmazione) circa nove milioni in meno rispetto al primo capitolo.
Per chi non avesse ancora visto Halloween the beginning, sottilineamo che non stiamo parlando di un remake pedissequo della saga di Carpenter ma di una rivisitazione quasi (se non del tutto) stravolta della storia di uno dei più famosi serial killer dell'horror. Nel secondo capitolo della saga, a interpretare il piccolo Myers non c'è più Daeg Faerch(scartato in quanto addirittura più alto di Sheri Moon Zombie) ma Chase Wright Vanek che, a mio avviso, rende meno inquietante il personaggio.
La trama ovviamente si riallaccia alla fine del primo capitolo con una scena ospedaliera ricca di suspence e di terrore che si ricollega oltretutto anche al sequel originale di Halloween.
Vediamo poi una Laurie Straude emaciata, sconvolta e quasi distrutta dai fatti accaduti nella sua vita poco tempo prima la quale, rimasta ormai orfana, viene ospitata a casa dello sceriffo Brackett e della sua migliore amica Annie,meno sconvolta della Straude ma anch'ella vittima della follia di Myers (infatti la ritroviamo con enormi cicatrici sul viso,segno indelebile del massacro dell'anno prima).
Michael invece, sopravvissuto anch'egli, si sta per riavvicinare alla città di Haddonfield nel giorno di Halloween, con tutta la voglia di ritrovare la sua dolce sorellina (la quale scoprirà, nel corso della pellicola, di essere per l'appunto Angel Myers, sorella dell'assasino).
Il film è un susseguirsi di violenza anni 70' stile Zombie, paranoie e incubi della ormani borderline Laurie (o per meglio dire Angel) mentre dall'altra parte ricordiamoci anche del caro vecchio dottor Loomis trasformato dal regista in un avido scrittore succhiasangue con poca (o nessuna) pietà (metafora ovviamente di coloro che trasformano le sofferenze altrui in evento mediatico per proprio tornaconto personale).
La pellicola assume toni maggiormente inquietanti quando Laurie sogna di sua madre e del piccolo Michael e quando Zombie, con la sua geniale maestria, ci fa vivere in quei sogni (o per meglio dire incubi) i quali assumono, per certi versi, aspetti 'fantastici' burtoniani, ovviamente esasperati.
Il film è teso, ossessivo, sanguinolento al punto giusto, e anche abbastanza slasher anche se la pellicola risente di alcuni tagli che sono stati apportati (i quali a volte si fanno evidenti ma che non intaccano il risultato finale.)
L'intento di Zombie quindi non è stato quello di dar vita ad un mero remake (come ce ne sono fin troppi oggi giorno) ma di ridare nuova vita ad un personaggio quasi mitologico e tentando di dare anche una motivazione alla sua brutalità e al suo desiderio di morte.
In un'intervista rilasciata qualche tempo fa il regista smentisce le voci di un ulteriore sequel scritto di suo pugno anche se il finale di questo capitolo lascia presagire che qualcosa in di nuovo probabilmente ci sarà. In effetti, come far morire un personaggio che ormai è immortale a tutti gli effetti?

(Recensione a cura di) Kira Yagami



Regia: Rob Zombie

Uscita ITA: 16/10/2009

Uscita Originale: 28/8/2009

Cast:
Tyler Mane (Michael Myers adulto)
Scout Taylor-Compton(Laurie Straud-Angel Myers)
Chase Wright Vanek(Michael Myers bambino)
Malcolm John McDowell(dottor Loomis)
Brad Dourif(sceriffo Lee Brackett)
Danielle Harris(Annie Brackett)
Sheri Moon Zombie (Deborah Myers)

Genere: Horror

Durata: 1h 41m

Produzione: Dimension Films

Distribuzione: Sony Pictures Releasing