lunedì 26 febbraio 2007

13 racconti dark (di Riccardo Gazzaniga)

Titolo: 13 Racconti dark
Casa editrice: Lampi di Stampa
Genere: noir/horror
ISBN: 88-488-0501-9
Costo: 15 euro

13 è il numero perturbante per eccellenza. C’è chi al solo sentirlo nominare fa gli scongiuri!
C’è anche chi, in barba a ogni superstizione o forse giocando proprio sulla sua estrema valenza negativa, come nel caso del nostro Riccardo Gazzaniga, lo usa come titolo per il suo esordio in campo letterario.
E 13 sono i racconti presenti in questa sua antologia personale, storie che spaziano dal neogotico al noir, alla ghost-story, all’horror puro, passando per il thriller e l’introspezione psicologica.
Ce n’è per tutti i gusti in questo libro, scritto da un autore la cui più importante freccia al proprio arco è una smisurata fantasia: licantropi sul lago di Lugano, defunte rockstar che tornano dall’Inferno per impedire che si speculi sulle loro canzoni, preti trafficanti di organi, eroici bastardini e vigliacche sette sataniche, maniaci sprovveduti (pur)troppo fiduciosi nel Diavolo, calciatori corrotti e atleti olimpici che vanno in estasi durante lo sforzo atletico, vampiri veri e presunti...
13 racconti, 13 finali spiazzanti: Gazzaniga gioca moltissimo sui colpi di scena finali, e come un folle pilota guida i suoi lettori su piste sicure, per poi invertire bruscamente la marcia o imboccare stradine impreviste e cimentarsi in micidiali derapate.
Un libro per cuori (e stomaci...) forti!


domenica 18 febbraio 2007

Intervista a Jo Lancaster Reno




L’unica intervista mai rilasciata da Jo Lancaster Reno


Domenico Nigro e Gianfranco Nerozzi hanno incontrato il creatore della serie spy-story HIDRA CRISIS


Penso di aver capito che non si trattava di uno scherzo solo quando, all’ingresso dell’albergo svizzero dove si sarebbe tenuto il party, ho trovato ad attendermi Gianfranco Nerozzi, traduttore ufficiale italiano del misterioso scrittore, “papà” dell’Agente Nemo. Ho ancora ben impressa nella mente la telefonata che il Nero mi aveva fatto solo tre giorni prima: “Ciao Dom, sono Gianfranco. Tra qualche giorno Jo Lancaster Reno tiene un party privato a Montreaux, per festeggiare l’uscita di Lo Spettro Corre Nell’Acqua, il nuovo capitolo della serie Mondadori – Segretissimo Hydra Crisis. La sua agente non sarà presente, per cui ho pensato che forse ti avrebbe fatto piacere intrufolarti alla festa e intervistarlo. Saresti il primo al mondo a farlo, e comunque gli ho già parlato di te e si è mostrato molto disponibile...”Sono rimasto inebetito per buona parte della giornata, ma due giorni dopo, riempito al volo il mio borsone da viaggio, mi sono infilato in macchina e sono partito per la Svizzera.L’albergo (di cui non menziono il nome per precisa volontà dell’autore) si trova nei paraggi del Casinò di Montreaux, proprio quello semi-distrutto, negli anni ’70 del secolo scorso, da quell’incendio a cui i Deep Purple si ispirarono per la celeberrima Smoke on the water.Arrivo trafelato con due ore di ritardo e per fortuna trovo un posticino dove parcheggiare. Nerozzi è incazzato nero! “Il party è iniziato da un pezzo! Dove diavolo eri finito?”Balbetto qualche scusa mentre ci avviamo nel salone principale. C’è un sacco di gente importante, scrittori di fama mondiale. Riconosco subito, tra gli altri, Clive Cussler, Stephen Gunn e Alan D. Altieri. E anche il regista Ridley Scott e il mitico vocalist Ian Gillan. E poi le donne! Da infarto! Mai viste tante gnocche tutte insieme, in vita mia... Mi piacerebbe approfittare e conoscere tutti, ma il Nero mi dice che non c’è tempo, che Reno mi sta aspettando nella sua camera e mi affida subito a un ‘gorilla’ di colore con le treccine rasta e totalmente abbigliato in nero.Senza dire una parola, questi mi spinge in un ascensore. Mi giro un’ultima volta indietro ma il Nero è sparito, fagocitato dalla folla festante, alticcia e sovreccitata.Giunti al quarto piano del lussuosissimo albergo, il bestione nero mi indirizza con decisione verso la stanza contrassegnata da una targhetta in ottone recante il numero 24. Busso alla porta. Nessuna risposta. Dall’interno provengono risatine femminili. Il gorilla apre la porta con decisione e un intenso profumo di sandalo ed ebano investe le mie narici.Lo scrittore è seduto sul letto e indossa una vestaglia di raso celeste. Ha i capelli lunghi e una barba piuttosto lunga gli ricopre il volto. Io me lo immaginavo un tipo alla Marc Ange, invece sembra un santone. Anche se dalla vestaglia leggermente aperta si intravedono addominali ben definiti, da atleta. Sul letto, accovacciate di fianco a lui, ci sono due creole mezze nude, stupende, una gli sta massaggiando il collo e l’altra gli sta porgendo un bicchiere pieno di un liquore denso e rossastro, un Bloody Mary, intuisco. Vedendomi entrare, Reno sorride. “Monsieur Dom? Si accomodi prego.” mi dice in italiano, con un marcato accento parigino. “Vuole bere qualcosa?”Io mi sento lo stomaco stretto in una morsa. Sono emozionatissimo e non ho voglia di nulla. Biascico un “no grazie”. Poi aggiungo, quasi in un sussurro: “Sono spiacente di aver disturbato il suo...emh...relax. Cercherò di rubarle meno tempo possibile.”Lui sorride ancora. “Nessuno problema”. Poi batte con la mano aperta sul bordo del letto. Alla sua destra. “Venga, sieda qui, accanto a me.” Io mi avvicino sentendomi imbarazzato per quella strana situazione.Le creole mi guardano e lanciano una risatina. Reno dice loro di farsi da parte e da un bacio fuggevole sulla mano di quella che lo stava massaggiando sul collo. Poi si rivolge di nuovo a me, senza smettere di sorridere. C’è qualcosa di famigliare nel suo volto. Quel poco di lineamenti che emergono dalla barbona che gli ricopre le guance e il mento, mi ricordano qualcuno, ma non riesco a focalizzare bene chi. Gli porgo la mano. Lui me la stringe, e si avverte della forza sotto. Calli nelle dita, dure. Non ha una mano da scrittore. Smetto di fissarlo e mi siedo sul bordo del letto. Stringo il mio registratorino da intervista e spingo il tasto rosso. Reno sta dicendo “Possiamo cominciare quando vuole mon amì.”E io mi schiarisco la voce e parto con la prima domanda.Lei è un personaggio misteriosissimo.


Si sono dette tante cose sul suo conto: che colleziona auto sportive e armi. Che vive a Parigi in un’antica e lussuosa villa. Che sia stato lei stesso un’agente segreto. Che abbia fatto servizio nella Legione Straniera. Che sia un mercenario, un “soldier of fortune”. E anche un rubacuori e un ‘cacciatore di doti’. Vogliamo fare un pò di luce sul suo conto?


C’è qualcosa di vero e qualcosa di falso, come sempre in questi casi. Sai come succede. Da una notizia, la gente ne ricava altre, ingigantisce le cose e le romanza. Fa parte della natura umana… Io sono misterioso perché mi piace esserlo. Non solo per scelta commerciale d’immagine. Mi piacciono le identità segrete. Mi hanno sempre affascinato. Da piccolo leggevo molto i fumetti dei supereroi. Quindi se io adesso rivelassi queste parti della mia vita, contraddirei al codice del cavaliere. Quindi non ti confermo nulla in un senso e nell’altro. Forse anche adesso, davanti a te, sto indossando una maschera. Magari porto una barba posticcia. Ti dico solo che nel mio passato c’è stato qualcosa che adesso mi costringe all’anonimato. Niente di terribile e di non superato. Ma diciamo che mi serve continuare a restare nell’ombra ancora per un poco.


Come è nata l’idea per la serie ‘Hydra Crisis’?


I primi romanzi che ho letto in vita mia sono stati quelli di Jan Fleming. Ne possiedo una collezione con almeno una decina di edizioni provenenti da nazionalità differenti. Su quelle storie ho sognato di mondi lontani e di avventure mozza fiato. In una prima parte della mia vita ho cercato di viverle sul serio quelle situazioni. Poi ho preso strade più tranquille e ho pensato solo di scriverle. Era meno pericoloso. I secondi libri che ho amato sono stati quelli di Stephen King, che non c’entrano nulla con lo spionaggio. Ma sono molto coinvolgenti sul piano della narrazione, introspettivi, viscerali. Da qui la voglia di inventare qualcosa che fosse una mezza via fra i due generi, l’horror e la spy story. Poi sono un fan sfegatato di John Woo, le sue scene di azione sono insuperabili e poetiche e mi piaceva l’idea di mescolare queste pulsioni creative per crearne una sola che fosse solo mia. Da qui la scelta dello stile di narrazione e il tipo di trame da affrontare. L’idea di base, quella dell’Hydra in particolare, cioè del mostro vero e proprio che sta alla base di tutto, metaforico e presente come se fosse vero, mi è venuta sfogliando un libro sui miti dell’antica Grecia e vedendo una raffigurazione di Ercole che uccide il mostro delle tante teste. Subito ho capito che quello sarebbe stato perfetto. Una testa tagli e altre se ne formano, troppo efficace e terribile, il simbolo di un certo tipo di potere che tutto ingloba e distrugge e rinasce da sé stesso ogni volta più forte. Infatti le sue spy-story sono sempre alquanto anomale, in quanto a contenuti. Nei suoi romanzi c’è sempre tanto sangue, crudeltà ed efferatezze, mostruosità ai confini con l’horror puro e sesso esplicito. Perché una scelta di campo così… estrema? Mi piace vivere al confine delle cose, solo per poter andare al di là. Quindi faccio così anche con la scrittura. Entrare dentro in modo viscerale alle cose che faccio e cercare di estrarre la maggiore intensità: voglio emozionare a tutti i livelli, profondamente, senza pormi freni o inibizioni. E non a caso ho scelto Gianfranco Nerozzi come mio traduttore italiano. Siamo molto in sintonia io e lui. E amiamo le stesse cose, coltiviamo le stesse passioni.


A proposito di passioni, le donne, dai suoi romanzi, non escono quasi mai bene. Prendiamo a esempio le donne presenti in quest’ultimo ‘Lo Spettro Corre Sull’Acqua’: Jamaka sembra quasi un oggetto sessuale nelle mani dell’Agente Nemo; l’agente del Diesis Sonia “Sonny” Palmer, personaggio dalle interessanti e ambigue peculiarità, muore orribilmente sbranata da uno squalo mutante proprio nel momento in cui stava diventando...emh...sessualmente più interessante per il lettore; Marc Ange ha un rocambolesco rapporto sessuale su un natante abissale con la straordinaria, bellissima Sirène e dopo il coito...non riesce neanche a sorriderle, se non con una smorfia, quasi di disgusto. Ma lei le donne le ama o le odia?


Le amo. Profondamente. Sono per me quasi un oggetto di culto. La femminilità è armonia, equilibrio estetico. Certe bellezze arrivano persino a commuovermi. Mi fanno stare male. Io sono innamorato di tutte le mie donne. Un poco come Marc. Lui se ne fa tante. Ma tutte le volte si innamora di quella sbagliata. In lui c’è una sorta di desiderio recondito di redenzione. Lui vorrebbe liberarle, renderle diverse. Ma poi non ci riesce. E allora le uccide. Jamaka è la sua ancora di salvezza. Da lei torna sempre. Marc è un inguaribile misogino, un poco come me. Ma uno di quelli che potrebbero morire per una donna, per salvarla. Una sorta di moderno cavaliere che mette in gioco spada e mantello. Ma poi alla fine: scopa come un matto. Dire che le donne dei miei libri non ne escono bene, mi pare non esatto. Nei miei libri non ne esce bene nessuno. Sono tutti esseri perduti in partenza che lottano contro le loro impossibilità.


‘Colombo viaggiatore’, misterioso hacker, geniale collaboratore di Marc Ange, agente segreto free-lance. E paraplegico! Spesso, nel cinema e nella letteratura, le risposte alla soluzione a enigmi apparentemente indecifrabili le si fa risiedere nella mente di persone invalide. Cosa fa pensare che il genio e l’handicap fisico possano andare così spesso a braccetto?


Nel mio caso era funzionale un personaggio del genere perché era l’unico modo per avere a disposizione un tipo che si dedicava completamente al lavoro d’indagine in rete. Colombo è il più bravo di tutti. E solo dentro all’universo virtuale ritrova il movimento che nella vita reale non possiede più. Lui lì può addirittura volare. Diventa libero come un uccello. Non mi sono mai soffermato a pensare a come altri autori abbiano usato personaggi invalidi e geniali: e anche adesso, se provo a pensarci, mi viene in mente solo l’investigatore inventato da Deaver.


Lo squalo albino “Goblin” è una delle trovate più spaventose di questo suo ultimo romanzo. Esistono davvero, secondo lei, programmi di sperimentazione atti a trasformare animali marini (più o meno innocui...) in spietate macchine da guerra o terrorismo?


Sono esistiti ed esistono eccome. L’esperimento con i delfini e i rostri montati sul muso è stato fatto davvero, non l’ho inventato io.Se lei fosse un regista cinematografico e le venisse commissionato il prossimo ‘007’, quale attore sceglierebbe? Daniel Craig mi piace molto e direi che è perfetto. Quindi continuerei con lui.


Grazie per il tempo prezioso che mi ha dedicato, monsieur Reno, e in bocca al lupo per il proseguimento di ‘Hidra Crisis’...

Lo scrittore non risponde. Fa un cenno alle due massaggiatrici che mi si avventano addosso, cominciando a spogliarmi.“Ma dove va? La notte è ancora giovane...” mi sussurra Jo Lancaster Reno, scoppiando subito dopo in una risata satanica, mentre io mi sento avvampare dalla vergogna...

martedì 13 febbraio 2007

Sexy thriller, di Claudia Salvatori e Sabina Marchesi (2006)



















Casa Editrice: Aliberti
Anno Edizione: 2006
Codice ISBN: 9788874241477
Pagine: 162
Prezzo: 13€
Genere: Novelle



Trama:Una casa isolata sulla collina. un detective solitario e silenzioso. un caso di dieci anni fa: un bambino seviziato e ucciso da un orco efferato e sconosciuto. Gli orchi sono tornati, in quei luoghi. Adesso uccidono le fate: ragazze giovanissime, sulle quali compiono un rituale di stupro e sfregio, prima di ammazzarle. indagare su queste morti è per il detective una necessità. Il fantasma di Robin, il bambino trucidato, lo bracca senza pietà. C'è un equilibrio da ristabilire, un incantesimo da spezzare. E una verità da scoprire: quella che non si vorrebbe mai venire a sapere. (Fairy) Olga lavora in un call center erotico. È la migliore, nessuno riesce a tenere il cliente al telefono quanto lei, a prolungargli il piacere, come se i corpi e i respiri fossero davvero uno sull'altro. È così brava che un cliente - uno di quelli SSE, Simulazione Sesso Estremo - non si accontenta più e vuole conoscerla. E lei si lascia convincere, attratta nel gorgo del gioco sadico. Dove padrone e schiavo si confondono, e si scambiano pericolosamente i ruoli. (Distrazione Fatale) Giudizio:Il titolo di questo libro, che sembra suggerire una narrazione frivola e sensuale, trae diabolicamente in inganno. Ci si aspetterebbe di leggere due lunghi racconti ricchi di eros e mystery, e questi ingredienti comunque li si ritrova, ma solo come fragile involucro di una sostanza enormemente più complessa. La traccia che sembrano suggerire le due storie qui contenute, infatti, è quella che porta le entità uomo e donna a tornare a quel tutt’uno cosmico, a quel Caos universale, da cui erano primordialmente partite. È un cubo di Rubik che viene fatto a pezzi e rimontato, e poi di nuovo fatto a pezzi e ogni volta la struttura diventa più instabile ma anche, forzatamente, più omogenea. Così il racconto FAIRY di Claudia Salvatori parte come un classico giallo/noir, ma presto la struttura si disgrega e non si ha più idea di chi sia buono e chi cattivo, chi sia vivo e chi sia morto, chi è uomo e chi donna, chi fata e chi orco, cosa è leggenda e cosa realtà. Forse la verità risiede nella leggendaria creatura senza zampe chiamata Uccello del Paradiso, essere maschile che cova le sue uova, animale dal canto fantastico, negazione della femminilità eppure a sua volta composto da parti di diverse specie. E DISTRAZIONE FATALE di Sabina Marchesi è l’empia, perversa, sanguinaria opera di distruzione messa in atto nei confronti di una controparte sessuale divenuta ormai tiepida, noiosa, senza stimoli, a tal punto che la Libido, somma energia creatrice, impazzisce e diventa furia omicida, non per distruggere ma per annullare e ricondurre a sé...In Sexy thriller si confrontano due tra le maggiori interpreti italiane della letteratura giallo/noir: da una parte Claudia Salvatori, scrittrice e sceneggiatrice fumettistica e cinematografica molto eclettica (ha scritto testi per la Disney, ma anche sceneggiato porno d’autore, come Amorestremo, con Rocco Siffredi). Tra le sue maggiori opere Più tardi da Amelia (Premio Tedeschi 1985) e Sublime anima di donna (Premio Scerbanenco 2001); dall’altra parte Sabina Marchesi, curatrice della Guida Giallo Noir e Fantasy Fantascienza del network Dada Supereva, nonchè insegnante di Scrittura Creativa e collaboratrice di numerose testate (Sherlock Magazine, Thriller Magazine, Inchiostro, per citarne alcune). Un libro, quindi, per palati sopraffini e anime molto, molto nere...

Fonte: www.latelanera.com

domenica 28 gennaio 2007

DIARIOINFERNO: l’intervista proibita...







Domenico Nigro e Alessandro Montanini, autore del romanzo-cult Diarioinferno, edito da Aliberti editore, si immergono nelle cupe atmosfere del libro per un’intervista semi-immaginaria al protagonista principale...



(D) Lei si definisce il Messia nero di Tsathoggua, uno dei Grandi Antichi di cui per primo parlò l’Arabo Pazzo Abdul al-Azrhed nel suo infame Al Azif, meglio conosciuto come Necronomicon. Qual’è il messaggio di questo dio antico e sanguinario?

(R) Che il primo a citare il Signore Nero di N’kai sia stato Abdul non è corretto, esistono fonti antecedenti. La svista, comprensibile sia chiaro, nasce dal fatto che in alcuni testi il nome è riportato diversamente se non addirittura storpiato: Sadoqua, Zothaqqua etc. quindi è possibile che il dio sia presente in molti più testi di quelli che conosciamo.
Riguardo al messaggio…i segni sono visibili per chi vuole vedere; egli prepara la terra per Nyogtha, tempi e modi sono sconosciuti, solo Colui che cammina nel Deserto Cremisi li conosce, colui che veste i colori del sole.

(D) Lei dichiara di compiere sacrifici umani molto cruenti, in una baracca nei pressi di Milano allestita a camera rituale. Mi descriva come è organizzata tale camera...

(R) L’organizzazione della camera non è oggetto di domande; uno perché la camera non esiste più, due perché non sono cazzi vostri.

(D) Lei afferma di aver ucciso, impunemente grazie alla protezione di Tsathoggua, centinaia di volte! Ha continuato a farlo dopo la pubblicazione del suo diario, o l’esilio autoimpostosi da Stefano, il potente mago suo...compagno d’avventure ha comportato un rallentamento delle sue attività?

(R) Un rallentamento delle attività in effetti c’è stato, non tanto per l’allontanamento di Stefano o per la pubblicazione del diario, più che altro perché sono stato oggetto dell’interesse delle forze dell’ordine.
Alcuni problemi organizzativi perdurano ma ho trovato un nuovo posto che inaugurerò presto.
In ogni caso… Non credo sia opportuno parlare di queste cose in un’intervista o sbaglio? Che razza di domande sono? E soprattutto: perché sto ad ascoltarvi?

(D) Andavate in giro a bruciare chiese e torturare preti. Qual’era il senso profondo di ciò?

(R) Il Senso profondo… è proprio necessario che ci sia?
Voglio dire, se ti rispondessi che in realtà non c’è nessun senso, che lo faccio perché mi gira di farlo?
Mettiamola così: a me non piace essere preso per il culo, la Chiesa ci prende per il culo, e allora io le tiro giù a martellate.
Riguardo i preti non mi esprimo, sono talmente insulsi che non so cosa dire…
In ogni caso non ne ho mai torturato uno. Non ho tempo da perdere.

(D) Dopo l’episodio della ragazza torturata e uccisa e poi misteriosamente sparita dal bagagliaio della sua auto, ha ancora avuto amnesie che l’hanno spinta a dubitare della veridicità di alcuni degli omicidi che pensa di aver compiuto?

(R) Quale ragazza? Io non ho problemi di memoria.

(D) Dopo l’eliminazione del negromante milanese Mastro Petru, lei è ancora in possesso della terribile lancia di Arallu?

(R) No, non è più in mano mia… almeno credo.

(D) Lei ha studiato approfonditamente il Labirintus Noctis. Mi può dire qualcosa in più di questo temibile grimorio?

(R) Il Labirintus Noctis è composto da oscure leggende che l’autore (rimasto anonimo per quanto ne so) ha raccolto in giro per il mondo; non è un grimorio e non va utilizzato in tal senso.
Mi ci sono imbattuto quando sono entrato in contatto con l’E.O.N. diversi anni fa.
E’ un ottimo testo, scorrevole ed interessante, anche se va preso con le dovute cautele; molte delle leggende che vi sono raccolte sono pura fantasia, l’autore si è limitato a riportarle così come gli venivano narrate e non ha verificato nessuna fonte storica.
E’ importante perché è uno dei pochissimi testi che riporta parecchie notizie su Nardvlv.

(D) Ha avuto ancora problemi con l’Esoteric Order of Nardulu?

(R) Sì, parecchi, ma le cose sono un po’ cambiate. Adesso non posso dirvi niente perché è un momento delicato, ma i rapporti tra noi sono decisamente migliorati.

(D) In un locale vicino a piazza Repubblica, a Milano, lei ebbe uno scontro magico con un essere parassita che definì “vampiro psichico”. In base alle sue conoscenze, ritiene che esistano molti di questi esseri nascosti tra la gente qualunque?

(R) Esistono ma non sono molti. Alcuni probabilmente non sanno nemmeno di avere certe facoltà. Ho usato il termine “vampiro psichico” anche se probabilmente non è correttissimo in quanto identifica di più le entità neutre chiamate “larve” che si nutrono dell’energia psichica delle persone.
Io invece faccio riferimento a essere umani con particolari capacità e che si comportano come “larve”.
Per quanto mi riguarda ne avrò incontrati un paio in tutta la mia vita.

(D) A New York lei h scoperto e visitato la Chiave dei Pozzi di Arallu. Può parlarmi più approfonditamente di questa misteriosissima costruzione?

(R) Parlarvi più approfonditamente dei pozzi di Arallu prevede che abbiate delle conoscenze di base sulla mitologia Narduliana che non possedete. Io stesso ho dovuto recarmi sul posto per poter esaminare meglio la struttura.
Il pozzo di New York è celato da un palazzo che sembra del tutto normale. In realtà è costruito in modo da implodere su se stesso e scoprire il pozzo. Nessuno però lo ha mai visto in funzione se non il suo progettista. Le persone coinvolte nella sua costruzione non sono più in vita e i progetti originali custoditi da chissà chi.
Tengo a precisare che i pozzi sono più di uno e sono disseminati su tutto il pianeta.
Al momento ho identificato solo quello di NYC e non ho la più pallida idea di dove siano gli altri. Pensavo che all’interno del palazzo ci fossero degli indizi per trovare le altre “chiavi” ma mi sbagliavo. Le numerose foto che ho scattato hanno portato alla luce molti dettagli interessanti ma niente che si riferisca direttamente all’ubicazione degli altri pozzi.
Pur essendo molto interessato a identificare tutti i pozzi esistenti sono altresì titubante a visitarli. Per il momento quello di New York basta e avanza.

(D) Il suo amico Ermanno, cantante dei Kalidon, la band in cui lei stesso suona, pensa ancora di essere un vampiro o ha cambiato personalità per l’ennesima volta?

(R) Attualmente sì, crede ancora di essere un vampiro. Ma ormai lo conosco bene, mi aspetto pertanto cambiamenti radicali a brevissimo.

(D) A proposito dei Kalidon, come vanno le cose? Riesce ancora a vivere con i proventi della musica o è tornato al suo vecchio lavoro in azienda?

(R) Le cose vanno piuttosto bene, stiamo registrando il secondo album e presto saremo di nuovo in tour. Questo è importante perché “tour” vuol dire soldi e io ne ho tremendamente bisogno. Non è detto che altri progetti musicali prendano forma, sento la necessità di confrontarmi anche con altri generi musicali, il problema fondamentale è il tempo, e io non ne ho molto.

(D) Ci sarà un seguito del suo DIARIOINFERNO?
(R) Chiedilo ad Alessandro; io non mi sono mai fermato, materiale al quale attingere ce n’é sicuramente in abbondanza…























lunedì 22 gennaio 2007

Primi Riti Del Dolce Sonno, di Misia Donati (2006)


Zandegù Editore
Pag. 130, Euro 9
Formato 19x13 cm
ISBN 88-89831-05-7
Per info: ufficio stampa Zandegù Editore
Tel. 011.5681564 info@zandegu.it
Un piccolo libro. Un breve romanzo. Una veste grafica semplice. Colori tenui. Un oggetto di carta delicato, che quasi hai paura a sfogliare per paura di rovinarlo.
Poi rompi ogni indugio e lo leggi e...un maglio d’acciaio ti colpisce e sconquassa, nel corpo e nella mente, nella coscienza e nell’anima...
‘Primi Riti Del Dolce Sonno’, ecco un libro che fa male davvero!
Scritto in forma di diario con uno stile semplice, candido, delicato, mai volgare, è la cronaca nuda e cruda degli ultimi dieci giorni di esistenza terrena di tre adolescenti affetti da narcolessia, in fuga da un mondo che non ha saputo né capirli né accettarli, cercando solo di ridurre il loro modo di essere a fastidiosa malattia, ingabbiandoli in un programma terapeutico che dovrebbe riportarli a una più comoda e conforme “condizione umana”.
Rinchiusi in una villa abbandonata, i tre ragazzi si preparano all’Ultimo Viaggio, che definiscono il Terzo Sonno, attraverso un tragico e struggente rituale che durerà, appunto, dieci giorni, accompagnato da teneri gesti d’amore, ricordi dolci e terribili, spaventose allucinazioni e dosi sempre più massiccie di neurolettici e benzodiazepine.
Infine, il Dolce Sonno, la conquista dell’Eternità, il riscatto dalla schiavitù degli Incubi pagata a un prezzo troppo alto...
Misia Donati ha scritto un piccolo capolavoro neogotico, e la Zandegù si conferma casa editrice ‘di razza’ puntando su questo giovane autore che in futuro, possiamo esserne certi, farà parlare molto di sé. La letteratura italiana non è morta e questo splendido romanzo è qui proprio a dimostrarlo...

Lasciami Entrare, di John Ajvide Lindqvist (2006)



Casa Editrice: Marsilio
Anno Edizione: 2006
Codice ISBN: 8831790102
Pagine: 461
Prezzo: 17,5€ pp. 464



Blackeberg è un sobborgo di Stoccolma, nato in un impeto di modernità a cui la gente non pareva essere pronta.
È un quartiere costruito e popolato troppo in fretta.
Sembra quasi che si sia sviluppato da un errore di prospettiva originario, che accrescendosi esponenzialmente si è portato dietro quell’errore fino alla fine, e ora sembra che in tutto ci sia qualcosa che non quadra, niente e nessuno sembra essere al posto giusto.
E proprio a Blackeberg, il cui nome “...fa pensare a quei dolci rotondi di pasta di cocco, magari fa venire in mente la droga...”, nell’inverno del 1981 si scatena la follia sanguinaria di quello che sembra un omicida seriale. Il cadavere di un ragazzo viene ritrovato in un bosco, appeso a testa in giù e totalmente dissanguato. Ed è solo l’inizio di una macabra serie di omicidi apparentemente rituali.
In una Stoccolma già terrorizzata da un sommergibile nucleare sovietico arenatosi nelle acque territoriali svedesi, dove la popolazione vive nell’incubo di un’invasione dei rossi, l’unico a esultare di fronte alle gesta del serial killer è Oskar, un adolescente complessato e sconvolto dalla separazione dei genitori, vittima preferenziale degli atroci scherzi dei compagni di classe.
Oskar si esalta alle imprese dell’assassino, fantasticando sull’imminente giustizia che verrà fatta sui suoi “aguzzini”.
Ma la vita di Oskar cambierà radicalmente dopo l’incontro con Eli, una bambina della sua stessa età che si rivelerà essere una creatura androgina antica e potentissima, portatrice di una terribile maledizione che si rivelerà fatale, sia per i buoni che per i cattivi.
Ma chi è veramente buono, e chi è cattivo in questa storia di contrasti e apparenze?
Proprio come col cubo di Rubik, il giocattolo preferito da Oskar ed Eli, le situazioni si bloccano e si disfano nel momento in cui ogni tassello sembrava aver trovato la giusta collocazione. Solo nell’epico finale (che poi finale non è...) ogni cosa sembra andare finalmente a posto.
Un finale che comunque lascia l’amaro in bocca, perché giustizia viene fatta solo per taluni, anzi lo stesso concetto di giustizia viene sovvertito...
Inserito in un contesto storico molto particolare, quello che segue le disillusioni derivanti dalla fine degli ideali sessantottini e che precede la caduta del muro di Berlino, “Lasciami entrare” è un romanzo di forte denuncia sociale. Non ci sono eroi positivi. Tutto puzza di muffa, sporco, alcol e degradazione. Nessun personaggio è affascinante. I bambini vivono nell’ambito di famiglie distrutte, ed è notevole che nessuno abbia una figura di riferimento paterna. Gli adulti affogano nell’alcol o in vizi beceri quali la pedofilia (altro argomento ostico, qui trattato con una delicatezza e una profondità senza eguali).
In questo romanzo non c’è spazio per il perdono e la pietà. C’è l’amore per la vita che si fa spazio attraverso il sangue per imporsi.
Questo è il romanzo che Dostojevskij non avrebbe mai scritto...

Eccellente opera prima di John Ajvide Lindqvist, ex prestigiatore e autore televisivo e teatrale, “Lasciami entrare” ha il grande merito di aver saputo reinvestire le potenzialità letterarie della figura vampirica in una veste nuova e al passo coi tempi, pur senza rinunciare alle caratteristiche classiche dei non-morti create dai vari Polidori, Le Fanu, Stoker e Rice.

Strappami Il Cuore, di Chiara Palazzolo (2006)




Piemme - 2006 -
pagine 446 - prezzo 17,90 euro

Mirta è tornata, e il suo ritorno è stato atteso con notevole apprensione dai fan della Sopramorta. Non mi uccidere, il primo capitolo della saga, aveva ricevuto plausi e consensi notevoli pur trattandosi di un genere, quello horror, a cui il lettore medio italiano è poco avvezzo.Chi ha avuto la fortuna e l’intuito di leggerlo, si è augurato che Chiara Palazzolo non andasse oltre, consegnando Mirta alla leggenda, senza annacquarla con un seguito dal sapore commerciale, il cui livello difficilmente avrebbe potuto eguagliare quella piccola perla letteraria. Si sbagliava. Sbagliavamo tutti (io, mea culpa, in prima persona). Strappami il cuore è addirittura superiore a Non mi uccidere. L’evoluzione di Mirta (anzi di Luna, la sua nuova identità, perché qui, della piccola Mirta resta molto poco...) è spaventosa, agghiacciante, feroce.Presa pienamente coscienza del suo nuovo “essere”, Luna libera la sua vera natura, inconsciamente criminale e predatrice, e si trasforma in una macchina da guerra potentissima e incontrollabile.Gli stessi Sopramorti che l’aiutano a trovare un posto in questa nuova realtà, la temono e fanno fatica a gestirla.Tutto il romanzo non è altro che la folle, parossistica presa di coscienza di sé, di Mirta che si spoglia della sua debolezza umana per sempre, divenendo la ferocissima Luna, e tutto questo attraverso tappe di purificazione al contrario che si imprimono a fuoco da qualche parte nella mente del lettore. Come dimenticare le esperienze nel Palazzo dell’Aldilà, la lunga prigionia nella Stanza Buia, sola con poche bottiglie d’acqua e i fantasmi tremendi del passato, l’orgia di sesso e cannibalismo durante uno spaventoso rave, il primo scontro con Robin, che finalmente torna, pur se trasformato, a sua volta, in qualcosa di incredibilmente mostruoso e irrefrenabile.Di contorno a questa tenebrosa metamorfosi, nuovi, intriganti personaggi: Sara, medico sensuale e mutaforma, che le insegnerà le arti del combattimento a mani nude; Gabriel,il chirurgo che donerà a Luna un nuovo volto; il musicista omosessuale Max, che le mostrerà come l’Arte possa esistere anche oltre le barriere della Vita, trasfigurandosi e rifulgendo nelle sue infinite sfaccettature anche nella Morte; l’inquietante, antichissimo cavaliere teutonico Gottfried, incontrastato Signore dei Sopramorti...Certo, la perfezione non esiste, e se proprio dobbiamo rimproverare qualcosa a Chiara Palazzolo, sono le strizzatine d’occhio, qua e la, a certe cose già viste in Matrix e Kill Bill, ma questo è naturale, considerando che la saga di Mirta è stata opzionata da una nota casa cinematografica. E poi il tutto non dispiace, niente è banale se descritto con lo stile unico, fresco e “anarchico” della Palazzolo.In definitiva, un nuovo piccolo capolavoro, che non mancherà di convertire nuovi proseliti alla Lezione delle Tenebre!Strappami il cuore è un romanzo che non fa prigionieri! Sappiatelo, o incauti lettori...