martedì 4 agosto 2009

BAD PRISMA sta arrivando! Dal 5 agosto 2009 in tutte le edicole



BAD PRISMA, l'antologia EPIX-Mondadori che raccoglie in un solo libro la Legione Nera degli horror writers italiani, sarà in tutte le edicole domani 5 agosto 2009. Non lasciatevela assolutamente sfuggire!!!
Nel frattempo, godetevi il booktrailer, con la nostra recensionista Susanna Angelino nelle vesti dell'inquietante MELISSA...

lunedì 3 agosto 2009

QUESTI FANTASMI - 17 STORIE DI LUOGHI E SPETTRI NAPOLETANI (di AA. VV:)




Presenta:







Questi fantasmi
17 storie di luoghi e spettri napoletani


a cura di Giuseppe Cozzolino

Cinque itinerari narrativi fra i misteri di Partenope


Ciò che vi apprestate a leggere è qualcosa di un po' più "impegnativo" e "bizzarro" di una Guida Turistica. Ma è pur sempre un invito a visitare la nostra Città, a dimenticare le follie e le storture della Cronaca e a resuscitare un Passato glorioso, spaventoso, indissolubile. Sospeso su di noi e dentro di noi: una Porta per l'Aldilà.
I nostri fantasmi sono caldi, passionali, ben più "presenti" di quelli descritti da sir Arthur Conan Doyle o M.R. James.

Ce li raccontano: Sergio Brancato, Ugo Ciaccio, Giuseppe Cozzolino, Salvatore Luca D'Ascia, Renata di Martino, Diana Lama, Lucio Leone, Ugo Mazzotta, Luciano Palmieri, Bruno Pezone, Patrizia Rinaldi, Simonetta Santamaria, Luciana Scepi, Michele Serio, Dino Simonelli, Francesco Velonà, Monica Zunica

Con un saggio introduttivo di Maurizio Ponticello
Copertina di Ugo Ciaccio; illustrazioni di Andrea Rovati

Maggiori info sul sito www.boopen.it

L'ESTATE DI MONTEBUIO (di Danilo Arona)




di Danilo Arona
Gargoyle Books, 2009
482 pagine
13,50 €


Prima di iniziare con la recensione vera e propria di questo libro, ci tengo a chiarire subito una cosa ai miei quattro lettori (e già questa è cosa alquanto inconsueta per lo stile di questo blog): “L’estate di Montebuio” di Danilo Arona è il romanzo horror più bello in assoluto che io abbia letto quest’anno! Ma anche il più complesso e difficile da recensire, per struttura, trama e chiavi di lettura.
Ma andiamo con ordine e vediamo di focalizzare il nucleo di base della storia (e già questo non è cosa semplicissima)…

Monte Buio (alta valle Scrivia, Liguria), 9 gennaio 2008. Il cadavere mummificato di una ragazzina genovese, Miriam Cavanna, scomparsa circa quarantacinque anni prima nel corso di una tradizionale, quanto macabra, processione religiosa, riappare misteriosamente nelle acque del laghetto in cima alla montagna. Il ritrovamento viene effettuato grazie a una stranissima lettera anonima, che sembra essere stata battuta con una vecchia macchina da scrivere. Anche il cadavere della bambina, come rivelerà l’autopsia, presenta non poche anomalie, al di la delle cause accertate di morte, assolutamente agghiaccianti (distruzione degli organi interni con sistemi di tortura inenarrabili).
Le indagini vengono affidate al tenente colonnello Ivan Manfredi, del Comando Carabinieri di Savignone, e al suo amico Marco, anonimo e disilluso anatomopatologo dell’Arma. Casualmente, i due scoprono un importante collegamento tra la ragazzina assassinata tanto tempo prima e Morgan Perdinka, famoso scrittore di best-sellers horror, morto suicida esattamente un mese prima nel suo loft di Milano in circostanze inspiegabili. I due appurano che entrambi, da ragazzini, trascorsero un’estate insieme a Montebuio nel 1962 (un anno prima della scomparsa di Miriam) e probabilmente vissero una brevissima, delicata storia d’amore.
Ma la parte “normale”, reale della storia finisce qui! Fin da subito, le indagini cominciano a prendere una piega sovrannaturale, e i due uomini si rendono conto di avere a che fare con qualcosa di infinitamente malvagio e incommensurabilmente più grande di loro. La Morte accompagna ogni loro passo, ogni piccolo progresso, e pian piano la Reale Essenza del Male prende forma: nell’inquietante colonia fascista che sorge sul monte, teatro in passato di avvenimenti agghiaccianti, e al presente di misteriosi e spaventosi fenomeni paranormali; negli strani riti decennali della celebrazione di Santa Mariana d’Antiochia, la Vergine Crocefissa; nello strano sale nero che abbonda sul Monte Buio, e che aveva fatto la sua comparsa nel corso di un “miracolo”, durante un bombardamento aereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale; nello strano Mago che non invecchia, e nella sua orrenda marionetta Batti, che ogni anno, da decenni, tornano a Montebuio a “rallegrare” i villeggianti col loro demoniaco teatrino; le leggendarie, mostruose entità vampirico/demoniache chiamate Zannute, tormentatrici di partorienti e divoratrici di feti. E, last but not least…lei: la vera protagonista del romanzo, la vecchia macchina da scrivere Continental, animata di (orrenda, tenebrosa) vita propria, posseduta…già…ma da chi?
E mentre Ivan e Marco, anche con l’aiuto dell’agente letteraria (e amante) di Perdinka, la bellissima e affascinante Cassandra Marsalis, studiando vecchi scritti di Perdinka arrivano (parzialmente) alle reali motivazioni del suicidio dello scrittore, altri eventi terrificanti, introdotti da oscuri segni astronomici, spalancano le porte a un’Apocalisse nera e (forse) irreversibile…

Questa piccola sintesi non è neanche lontanamente indicativa della reale portata e sostanza di questo libro. Che è anche la sostanza del Male ivi contenuto.
In realtà, “L’estate di Montebuio” non è romanzo da una sola lettura. Se chi si accinge a comprarne una copia è un lettore frettoloso e insofferente, e in un buon romanzo cerca solo un’evasione da quattro soldi, eviti di spendere quei soldi: resterebbe deluso!
“L’estate di Montebuio” è un libro che va letto e poi riletto, ma non dalla prima all’ultima pagina. Piuttosto per mezzo, cercando di riassemblare capitoli e frammenti, rimescolarli e riassemblarli ancora, cercando di esercitare la mente tra tante realtà parallele su cui poggia in realtà il romanzo. Perché Morgan Perdinka e gli altri personaggi di questo romanzo muovono i loro passi in una realtà quantica assemblata da tante altre realtà passate, presenti e future, perpendicolari e parallele, che ruotano, scorrono e si incontrano come in un magico cubo di Rubik…
Danilo Arona è un infernale Mercante in Fiera, che distribuisce carte apparentemente senza valore ma dall’importanza enorme, e carte apparentemente fondamentali che però vanno giocate e rigiocate più volte prima di arrivare al loro obbiettivo…
Ma un rimprovero da fare a Mr. Arona è doveroso! Perché lasciare in sospeso situazioni interessantissime, come il destino dei due preti/astronomi della Specola Vaticana, o la mancata perquisizione nello studio di Don Malerba, dove probabilmente si celavano alcuni dei peggiori orrori di questo romanzo? E qual è il destino della bambina “nata con la camicia” capace di fronteggiare persino il potere delle orrende Zannute?
Stia tranquillo, Mr. Arona, che a noi di Ca’ delle Ombre dovrà confessarlo!* A costo di ricorrere alle torture del Prefetto Ollario (you know…)

* (prossimamente, videointervista esclusiva a Danilo Arona)

(recensione a cura di) Domenico Nigro

domenica 2 agosto 2009

CARMILLA ILLUSTRATA





Il celebre web-magazine Medeaonline ha pubblicato on-line una versione illustrata del racconto "Carmilla" dello scrittore irlandese Joseph Sheridan Le Fanu...

Poco più che un’adolescente indifesa, ambigua e malinconica; apparentemente Carmilla è solo questo. In realtà la sua non è che una delle tante maschere che indossa, di volta in volta, per avvicinarsi indisturbata, sedurre e uccidere. Le sue vittime preferite sono ragazze della piccola aristocrazia. Con loro imbastisce un rapporto sottilmente erotico, equivoco e soffocante che si conclude lentamente con la loro morte. Dietro un intricata serie di farse e di enigmi – primo fra tutti il gioco anagrammatico che si cela dietro il suo nome che è Carmilla, ma anche Mircalla, Millarca, ecc. – si nasconde la sua vera natura di vampiro. Carmilla è considerato un classico della letteratura dei vampiri: la sua influenza si può rintracciare persino nel Dracula di Bram Stoker. Questa edizione da collezione è arricchita e impreziosita dalle illustrazioni di Andrea Cattaneo.

Carmilla illustrata: un libro romantico con gli occhi a mandorla
Perché leggere Carmilla oggi? Perché proporre su internet un libro del XIX° secolo? Per rispondere, medeaonline
vi propone una sfida: leggere con gli occhi di un uomo del 2008, con gli occhi del web, un testo scritto nel 1872. Non male come sfida, non trovate? Vediamo il perché.
Carmilla è un racconto di Sheridan Le Fanu, uno scrittore irlandese dell’ottocento. Si tratta di una storia fantastica,
romantica, che parla di vampiri e misteri, vite ultraterrene e fascinazione sensuale. È un perfetto esempio di letteratura tardo-romantica, raffinata e decadente, ombrosa e passionale. La protagonista, Carmilla, è il vampiro femminile più conosciuto della storia paranormale, la cui figura, sensuale e affascinante, ha anticipato quella di Dracula creata da Bram Stoker. Un classico di quella letteratura romantica, che sfocerà nell’horror, proveniente da radici colte e profonde, espressione di un’epoca, quella vittoriana, che tanto ha influito nella sensibilità contemporanea. Ma cos’è un classico? Parafrasando Calvino, è un libro che non ha ancora finito di dire quello che voleva dire. È questo il punto: certi libri non muoiono mai, perché non si esauriscono con l’epoca
che li ha concepiti, con gli anni per cui sono stati scritti. L’eternità di un classico risiede nella suo messaggio universale, perenne quanto perenne è l’esperienza umana. E, paradossalmente, anche un vampiro, anzi “una vampira” ha da dire molte cose anche oggi.
Per questo Medeaonline vi propone Carmilla. Ma attenzione, al titolo abbiamo accostato una parolina: “illustrata”.
Sì, perché al testo ottocentesco abbiamo affiancato i disegni di Andrea Cattaneo. Ecco la novità, ecco gli occhi del web: un magazine on line vi propone un libro, acquistabile solo su internet, concepito secondo la sensibilità dell’inizio del XXI° secolo e con gli strumenti della nostra epoca.
Le illustrazioni sono rapide, schematiche, sintetiche; forti della loro bicromia, giungono dirette agli occhi del lettore, ammaliatrici come lo sguardo di Carmilla. Una sensualità diffusa e infantile le avvolge e ne detta la composizione: il segno di Cattaneo è quello di un designer del ventunesimo secolo che raccoglie in sé il linguaggio
fumettistico, la ricerca formale delle graphic novels e dei cartoni animati, e li declina in una nuova forma di incisione. Una stampa contemporanea, fatta senza lastre di legno o di metallo ma attraverso la china e photoshop. Illustrazioni, visi, sguardi, con gli occhi un poco a mandorla. L’infulenza giapponese, quella dei manga, è entrata nel dna del disegnatore del XXI° secolo: è ormai espressione di una società mondiale, globalizzata,
in cui la contaminazione è la regola e il modello. È il nostro mondo, il nostro tempo, che allunga gli occhi di Carmilla, ne allarga la bocca, le riduce il naso, la veste di uniformi vittoriano-nipponiche, l’affianca a personaggi a metà tra un popolano romano del seicento e un pescatore di Kyoto dell’epoca di Hokusai. C’è poi tanto dei maestri italiani del fumetto in queste illustrazioni! Ma come si può impedire ad un italiano di essere così terribilmente “italiano”? Impossibile. Per fortuna.
Ecco dunque un nuovo libro scelto per voi da Medeaonline. Dopo la costituzione, ancora acquistabile online su Medeastore (http://stores.lulu.com/medeastore), affianchiamo questa seconda fatica, disponibile in versione cartacea e in versione digitale, pensata per proporre una cultura viva e profonda, priva di quell’ombrosa patina di polvere che spesso la pedanteria si porta dietro. Medeaonline diventa dunque un “editore virtuale” di testi di qualità, lavori le cui parole, e da ora le cui immagini, rappresentano identità, umanità, bellezza, valori condivisi. Insomma: “cultura” nel senso più nobile e profondo della parola.
Cosa dirvi di più se non augurarvi una piacevole lettura?

La Redazione di Medeaonline
redazione@medeaonline.net

Per maggiori info, o per acquistare on line il volume:
www.carmillaillustrata.medeaonline.net

sabato 25 luglio 2009

Arriva "Il sangue di Manitou" di Graham Masterton, il nuovo incubo horror targato Gargoyle Books!




Gargoyle Books

presenta



Il sangue di Manitou

di Graham Masterton

Traduzione di Annarita Guarnieri
Introduzione di Claudio Asciuti



Un'invasione vampirica a New York



La trama. Alle soglie del Terzo Millennio, durante un'estate torrida, la città di New York è preda di una strana e terribile epidemia, di cui i medici non riescono a individuare l'origine. Tra i sintomi della misteriosa patologia ematica: difficoltà a ingerire cibo solido, ipersensibilità alla luce solare, e un'insostenibile arsura che può essere placata solo bevendo sangue umano. Mentre, nella metropoli, il panico dilaga, schiere di contagiati si riversano per le strade alla ricerca di sangue. Solo il sensitivo Henry Erskine capisce che ciò che accade non è affare risolvibile negli ospedali. Con il sostegno degli spiriti dei Nativi americani, Erskine si inoltrerà in un regno oscuro e sotterraneo a metà tra i vivi e i morti, dove dovrà condurre una lotta per la sopravvivenza della specie umana, una lotta in cui la morte non è che l'inizio.

Il libro. Pubblicato negli Stati Uniti nel 2005 da Leisure Books, Il sangue di Manitou è il quarto di una serie avente come protagonista Harry Erskine, "veggente, erborista e cartomante", noto in Italia per l'interpretazione datane da Tony Curtis nel film Manitù, lo spirito del male (The Manitou, 1978) di William Girdler, tratto a sua volta dal romanzo omonimo pubblicato nel nostro paese da Cappelli. Gli altri titoli della serie, inediti in italia, sono The Djinn (1988) e Burial (1992).

Abile nell'incrociare miti di diversa estrazione, ne Il sangue di Manitou Masterton riprende alcune delle figure leggendarie dei Nativi americani e le fa incontrare/scontrare con le radici del vampirismo originate dalla sua terra d'elezione, la Romania: non le fascinose figure in mantello nero care a cinema e letteratura, ma la vera essenza del mito, quella degli strigoi, ancora massicciamente diffusa nel paese.

L'autore. Ancora poco noto in Italia, Graham Masterton (Edimburgo, 1946) è riconosciuto a livello mondiale come uno dei grandi maestri dell'horror: in Francia gli viene intitolato un prestigioso premio letterario, il "Prix Masterton", giunto quest'anno alla nona edizione, e le sue opere vengono regolarmente pubblicate in diversi paesi, come Francia, Belgio, Olanda, Svezia, Grecia, Polonia, Romania. Masterton vanta una lunga carriera come giornalista e scrittore: è autore di oltre cento tra romanzi e racconti che hanno collezionato riconoscimenti di pubblico e critica in molti paesi. I suoi maggiori successi sono Charnel House (vincitore di uno Special Edgar conferito dalla Mystery Writers of America), Mirror (vincitore della Silver Medal of West Coast Review of Books), The House That Jack Built e Pray. Tre dei suoi racconti sono trasposti sul piccolo schermo per la serie "The Hunger", prodotta da Tony Scott. I diritti di uno dei suoi ultimi romanzi, Trauma (2002), sono stati acquistati dal regista Jonathan Mostow ("U-571") e diverranno a breve un film. Di Masterton, Gargoyle ha già pubblicato nel 2006 Spirit.

www.grahammasterton.co.uk



Da Il sangue di Manitou:



Finalmente raggiungemmo Ground Zero, il punto dove erano crollate le torri del World Trade Center e dove stava già cominciando a innalzarsi la Freedom Tower. Anche là non c'era nessuno. o quanto meno, nessuno che fosse vivo. Le baracche del cantiere erano tutte deserte e i pesanti macchinari. retroescavatori, scavatrici, bulldozer e betoniere. erano fermi e silenziosi. Vidi il corpo di un uomo pendere da una gru, appeso a una decina di metri di altezza come se fosse stato impiccato, con due o tre gabbiani che lo stavano beccando.

Quel posto aveva destato in me una quantità di emozioni, quando ero venuto in centro a vederlo, dopo l'11 Settembre, ma a quell'epoca erano in corso le operazioni di sgombero, e il luogo era rumoroso, affollato e pervaso di animata determinazione; mentre quella mattina appariva semplicemente spettrale, un cantiere deserto in una città popolata da cadaveri che marcivano e da nonmorti che potevano circolare soltanto con il buio. La gru emise ripetuti suoni metallici, e uno dei gabbiani reagì con uno stridio di irritazione.



Dall'introduzione:



Nulla di strano nella decisione di raccogliere più che la tradizione "classica" del vampirismo [.] quella posteriore, metropolitana e moderna: non più l'aristocratico individualista e il tormento della sua eterna condanna alla non-vita, ricalcato sull'originario modello del Dracula di Bram Stoker, quanto l'orda barbarica emofaga, la massa chiassosa e vandalica dei vampiri post-industriali che si riversano a legioni dietro il contagio collettivo. Con l'aggiunta di una variazione sul tema: l'infezione del sangue.



Hanno detto:



Il sangue di Manitou è un romanzo solido quanto un blocco di granito che ci proviene uno dei veri maestri del genere horror. Masterton scrive con in mente un unico obiettivo: la pagina successiva. "Se sono smanioso di arrivare alla pagina seguente, probabilmente i lettori proveranno la medesima sensazione".

Houston Chronicle



Nell'ambito dell'Horror, Graham Masterton è forse lo scrittore capace di suscitare i brividi più raggelanti.

Masters of Terror



Masterton è un narratore ipnotizzante il cui fascino risiede nel combinare conturbanti aspetti di debolezza umana con una sofisticata abilità di mantenere costante la tensione.

Genius



Dati tecnici del volume:

Prezzo: € 13,50

ISBN: 978-88-89541-34-0

Pagg. 378

martedì 14 luglio 2009

LA MALEDIZIONE DEGLI USHER (di Robert R. McCammon)



Titolo La maledizione degli Usher
Autore McCammon Robert R.
Prezzo € 17,50
Dati 2009, 486 p., brossura
Traduttore Staglianò F.
Editore Gargoyle


New York, 22 marzo 1847. Un gentiluomo in nero entra in un locale malfamato sulla Pell Street, lo “Scuoiamuli”, dove un Edgar Allan Poe malato e depresso trascorre gli ultimi giorni della sua infelice vita. Il gentiluomo in nero si presenta al romanziere come Hudson Usher, fratello di quel Roderick protagonista del celebre racconto di Poe “Il crollo di casa Usher”. Hudson accusa lo scrittore di aver infangato il nome della sua famiglia, celebrando nel racconto la sua rovina ed estinzione, mentre in realtà la Casata degli Usher vive e prolifera, e la famosa Gatehouse è ancora in piedi, forte e resistente agli attacchi del tempo come a quelli di scribacchini da strapazzo come lui...
Dopo aver offeso e umiliato Poe, Hudson Usher esce dal locale soddisfatto: il suo obbiettivo era appurare se lo scrittore, che si era avvicinato moltissimo, col suo racconto, alla verità sulla sua famiglia, lo avesse fatto dopo aver scoperto i terribili segreti che la circondano, o solo per un caso fortuito abbinato alla sua fervida fantasia, e ora è certo che si è trattato del secondo caso. A Poe non resta molto da vivere. Hudson Usher non ha più nulla da temere...

New York, primi anni ’80 del secolo scorso. Rix Usher è uno scrittore di best sellers horror, in crisi d’ispirazione dopo la tragica e inaspettata morte per suicidio di sua moglie.
Rix è la pecora nera della Casata Usher. Ha abbandonato la Gatehouse anni prima, rinnegando radicalmente i principi che la governano (lui è un pacifista convinto, mentre il resto della famiglia vive degli immensi proventi che derivano dalla fabbrica di armi che gestisce da generazioni).
Ma ora il destino sembra volersi accanire contro di lui: dopo la perdita dell’adorata moglie e la conseguente crisi creativa, anche gli editori cominciano a girargli le spalle, respingendo il suo ultimo manoscritto; inoltre, la sua salute peggiora di giorno in giorno: è il Morbo degli Usher, la misteriosa malattia che colpisce, da secoli, ogni membro della sua famiglia, con attacchi di panico che sfociano in una ipersensorialità impossibile da sopportare, fino a progredire in un vero e proprio, repentino, disfacimento organico. Lo stesso Morbo che affligge, ormai allo stadio finale, suo padre Walen. È per questo motivo che Rix viene richiamato d’urgenza alla Gatehouse: suo padre sta morendo e bisogna scegliere l’Erede, colui a cui spetterà il compito di gestire l’immenso patrimonio Usher, la fabbrica d’armi e tutto il complesso meccanismo d’affari della famiglia. A contendersi l’enorme torta sono soprattutto suo fratello Boone, sadico gestore di un’agenzia di freaks (scherzi della natura) e sua sorella Katt, modella di livello internazionale.
Tornato, suo malgrado, alla dimora familiare, Rix trova ad attenderlo Edwin Bodane, capo della servitù, l’unica persona in quella casa per cui Rix prova un affetto simile all’amore filiale. Le emozioni e i sentimenti che si impossessano di Rix al ritorno a casa sono contrastanti: la repulsione per i soldi sporchi di sangue che potrebbe essere costretto a ereditare, la paura per la Loggia (spaventosa e lugubre cattedrale che sorge in mezzo al tenebroso lago della tenuta), il riemergere dalla profondità dei suoi ricordi d’infanzia (a causa di recenti, inquietanti episodi), di strane leggende mitiche e spaventose legate alla sua famiglia, come l’Uomo delle Zucche, il demoniaco ladro di bambini, e Greediguts, l’enorme pantera dalle sembianze umane e la coda di rettile, si oppongono alle voci interiori che invece bramano il possesso della proprietà e alla follia omicida che ogni tanto sembra impadronirsi dello scrittore. Tra l’altro, dopo il ritorno a casa, la sua salute sembra migliorare a vista d’occhio.
La scoperta di abbondante materiale documentario e fotografico, anche molto antico, che suo padre Walen aveva fatto trasportare precedentemente dalla Loggia per motivi oscuri (ma legati, pare, alla realizzazione di una misteriosa quanto micidiale nuova arma da guerra, denominata "il Pendolo"), risveglia la creatività di Rix, intenzionato a scrivere la storia della sua famiglia.
Ma qui cominciano i guai veri: un giornalista locale, Wheeler Dunstan, e sua figlia Raven stanno scrivendo la stessa storia, raccogliendo con zelo, e contro ogni difficoltà, materiale attendibile già da molti anni. Perché? E perché gli abitanti della Briartop Mountain sono tanto ostili nei confronti di chi cerca di indagare sulle misteriose scomparse di bambini che da secoli si susseguono in quella zona della tenuta Usher?
E da dove derivano gli strani poteri di Newlan Tharpe, un giovane montanaro miracolosamente scampato (a differenza del suo fratellino) a un’apparizione notturna dell’Uomo delle Zucche? E chi è il misterioso Re della Montagna, che vive in una stranissima zona in cima alla Briartop Mountain, disseminata di rovine derivate da un’antica, leggendaria “Caduta delle Comete”? Questi e altri oscuri misteri si dipanano lungo tutta la trama del romanzo, fino all’apocalittico finale, quando tutte le forze, sia quelle del Bene che quelle del Male, si saranno schierate sulla scacchiera infernale della Loggia, in una sarabanda pirotecnica a base di incantesimi e magia nera degna di un romanzo della saga di Harry Potter...

Con “La maledizione degli Usher”, Robert R. McCammon ha voluto confrontarsi con un classico della letteratura mondiale, proseguendone la storia (laddove Poe l’aveva terminata) in modo credibile. Impresa non facile, ma McCammon ce l’ha fatta, e di questo bisogna rendergli merito. Certo, il finale ‘dark fantasy’ assottiglia un poco lo spessore generale della trama, ma de gustibus...
Gli appassionati di Edgar Allan Poe esulteranno o si sdegneranno per questo libro, ai posteri l’ardua sentenza... Ma nessuno potrà dire che non si tratta di un romanzo all’altezza della fama di McCammon, uno dei Grandi Maestri della letteratura horror americana!

(recensione a cura di) Domenico Nigro

mercoledì 8 luglio 2009

ESBAT (di Lara Manni)



Lara Manni, Esbat
HORROR
Feltrinelli
Canguri - 2009
pagine 276
prezzo 16,50 euro


La Sensei, celebre scrittrice di manga, sta terminando le ultime pagine dell’opera che l’ha resa famosa in tutto il mondo, con un pizzico di rammarico ma con la consapevolezza che, da quel momento in poi, potrà godersi la sua vita (cosa che non ha mai fatto). La Sensei è sempre stata una donna schiva, dedita al lavoro e ad accumulare successo ed è per questo che, a cinquant’anni, si ritrova da sola a dover destreggiarsi coi demoni della sua vita passata. Nonostante tutto, è venerata dai numerosissimi fans, grazie al fatto di aver dato vita, nel suo bellissimo manga, a personaggi avvincenti, pieni di pathos.
Quella stessa notte, mentre si accinge a scrivere la parola fine alla sua opera, accade qualcosa di strano, di poco ‘sensato’. Dalla finestra della sua magione fa capolino uno strano figuro, coi capelli d’argento e vestito in modo regale, che ha tanto in comune con Hyoutsuki-sama, il protagonista del fumetto, un nobile demone al quale il suo antagonista Moeru ha tagliato un braccio. La Sensei non riesce a credere a ciò che vede e pensa che ciò che le è apparso di fronte sia solo una visione originata da qualche bicchiere di troppo.
Dopo i primi attimi di smarrimento, la scrittrice si rende conto che Hyoutsuki è reale, che ha abitato in una specie di mondo parallelo dove era proprio Sensei a modificare a piacimento l’ordine delle cose. Il demone infatti è giunto sulla terra per chiedere alla scrittrice di cambiare il finale del suo manga. Ben presto Sensei si innamora del personaggio che ella stessa pensava di aver creato e Hyoutsuki, in cambio di un finale diverso della sua opera, le promette di tornare una volta al mese a farle visita. Per fare tutto ciò però, c’è bisogno di un particolare rituale chiamato ‘Esbat’, che richiede il sacrificio da parte di Sensei di alcune parti del suo corpo. Ella, accecata dall’amore per il demone, decide di tranciarsi prima alcune dita di una mano, poi alcune dita dei piedi. Infine decide che, probabilmente, potrebbe sacrificare alcuni dei suoi fan, i quali la ammirano e la venerano come una dea. Tra questi riti di sangue, che permettono al demone di passare da un mondo ad un altro, si intromette una sensibile e schiva ragazzina italiana di quindici anni, Ivy, appassionata di manga e fantasy, che ha come unico punto di sfogo la ‘rete’. Sarà proprio la ragazza (che come la Sensei sembra avere una certa influenza sul mondo di Hyoutsuki) a rappresentare l’unica via di uscita da questo cerchio di morte…

Esbat è nato come fan fiction del manga Inuyasha e dapprima era stato pubblicato a puntate sul blog dell’autrice. Esso però non è solo un romanzo che tenta di attrarre gli appassionati di manga e del Giappone in generale, ma la sua forza sta nelle tinte spesso macabre che l’autrice utilizza per descrivere personaggi ed eventi e soprattutto nella fragilità di questa donna di mezza età (la Sensei), che per il ‘suo demone’ riuscirebbe a fare davvero qualsiasi cosa. Molto probabilmente in questa donna che ha rinchiuso il suo vero essere in un guscio per tanti (troppi) anni, possiamo rivederci un po’ tutti in quanto, chi almeno una volta non ha pensato all’amore volto al suo lato più estremo?
Ciò che un po’ stona nel romanzo è forse l’eccesiva dose di informazioni che vengono date e l’uso della Wicca come arte magica utilizzata per svolgere i rituali che vengono descritti con cura nel romanzo. Penso che questa scelta potrebbe essere poco condivisa dai Wiccan o da chi professa questa religione ( in quanto religione comunque ‘benevola’ volta all’adorazione della natura) ma nel complesso Esbat è un romanzo solido, diverso, ‘fresco’ che di certo conquisterà il cuore delle giovani lettrici (che sicuramente troveranno in Hyoutsuki il bello e dannato che fa palpitare il cuore) e anche ad un pubblico meno giovane, che scoprirà un mondo del tutto nuovo e si ritroverà nella Sensei e nella sua disperata ricerca di se stessa e dell’amore.

Lara Manni, l'autrice di Esbat, ha trentadue anni e scrive fan fiction. Il suo blog è www.laramanni.wordpress.com

(recensione a cura di) Susanna Angelino